Dopo il 12% di Agosto, anche Settembre è stato un ottimo mese per il mio portafoglio speculativo, siglando un rendimento superiore al 5%.
In questo articolo ti mostro dunque come mi sono mosso e soprattutto, il perché delle mie scelte.
Il punto di partenza
C’è una cosa che spesso si dimentica quando si inizia ad investire: non è la singola operazione che ti rende ricco, ma la logica con cui costruisci il portafoglio.
E proprio per questo è importante fare scelte ben ponderate e mirate basate su dati concreti, piuttosto che sul “sentito dire”.
Infatti usando i ProPicks sono riuscito a scremare velocemente i tioli italiani più interessanti e poi, dopo averli analizzati singolarmente, ho scelto quali inserire in portafoglio.
La lezione pratica
Ora voglio però fare una doverosa puntualizzazione.
Il fatto che Agosto ci abbia regalato un rendimento del 12% e Settembre superiore al 5%, non significa che andrà sempre così.
Allo stesso modo, il fatto che i titoli di Settembre siano andati tutti in profitto, ancora una volta, non implica che in futuro sarà sempre così.
Il portafoglio perfetto non esiste e diffida da chi ti racconta il contrario.
Ci saranno sempre mesi verdi e mesi rossi. Quello che conta è il bilancio finale.
Lo scopo di questo articolo quindi è mostrarti il perché delle mie scelte operative, non di certo ammaliarti con i ritorni elevati che abbiamo raggiunto.
Nel complesso settembre mi ha insegnato una cosa: quando costruisci con logica, anche in poche settimane e contrariamente al pensiero comune, puoi vedere risultati concreti.
Il rendimento medio delle nuove posizioni è stato superiore al +5, ma la partita è ancora aperta.
La regola ricorda resta sempre la stessa:
Non innamorarti dei titoli, innamorati della logica.
4. Hera – La utility che non fa rumore (+3,54%)
In mezzo alle turbolenze di mercato, Hera è lì, costante, stabile, affidabile.

Con una performance del 3,76% nel mese, si è confermata una scommessa interessante.
Nel mio caso la performance è stata lievemente più bassa, circa del +3,54%, ma assolutamente ottima per un titolo generalmente tranquillo come questo.
Questa è la classica posizione che generalmente fa dormire bene la notte poiché relativamente lenta.
Perché quindi ho deciso di seguire il suggerimento delle ProPicks di Investing PRO e prendere posizione su un titolo che generalmente si muove poco come HERA?
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Rapporto P/E di soli 10,5 e un rapporto PEG notevolmente basso di 0,45. (livelli così indicano in genere una potenziale sottovalutazione)
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Crescita dei ricavi dell’11% negli ultimi dodici mesi.
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Crescita dell’EBITDA dell’8,5%, che evidenzia una forte esecuzione operativa.
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Rendimento da dividendi del 4,1% (in crescita del 7,1%)
Poiché era inoltre scambiata al di sotto del target di valore equo degli analisti di €4,1, il titolo presentava un potenziale rialzo di circa il 12%, quindi una scommessa con un buon potenziale rischio-beneficio.
5. Pirelli – La gomma che tiene in strada il portafoglio (+1,87%)
Non è il miglior performer del mese, ma non mi serviva che lo fosse.

Pirelli ha siglato un rendimento di circa il 2% questo mese, per me un 2,72%, poiché mi sono posizionato a circa 5,71€ (ora scambiato a 5,97€).
Ma come dicevo, poiché Pirelli è un titolo abbastanza stabile come HERA, la sua funzione era quella di “supportare” un po’ il mio portafoglio in caso di perdite significative su puntate più spinte come Saipem.
Ci ha comunque regalato delle buone performance, perciò sono contento.
Ecco perché l’ho inserito in portafoglio:
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P/E modesto di 11,8 e un rapporto prezzo/valore contabile di appena 1,05.
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Solidi rendimenti (11,5% nell’ultimo anno).
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Margine lordo del 68,9% e un margine operativo del 12,9%, sostenuti da un cambiamento strategico verso prodotti di maggior valore (ora l’80% dei ricavi).
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Rendimento da dividendi del 4,3% (in crescita del 26,3%).
Nonostante le sfide valutarie, Pirelli mantiene il suo obiettivo di margine EBIT del 16%, mentre le stime del fair value lo davano a €7-7,5. Questo suggeriva un potenziale rialzo di circa il 20% rispetto ai livelli a cui ho preso posizione.
La logica complessiva
Come ho detto, i risultati di settembre sono il frutto di un’analisi mirata dei dati e una costruzione mirata del portafoglio:
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Banco BPM e Unipol → finanza e assicurazioni.
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Saipem e Pirelli → ciclicità industriale e brand.
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Hera → stabilità da utility.
Il portafoglio di settembre puntava a spingere sui titoli più “esotici” sul mercato italiano (come Saipem) ma contemporaneamente sfruttare titoli più stabili come Hera e Pirelli per proteggersi da eventuali scossoni (sfruttando la sottovalutazione attuale di tali titoli).
Un portafoglio per me è alla fine come una squadra di calcio: c’è chi difende, chi attacca e chi fa da mediano, ma i risultati li si vede nell’insieme.
E l’AI di Investing PRO mi ha aiutato molto nel selezionare questa squadra.
Infatti usando i ProPicks sono riuscito a scremare velocemente i tioli italiani più interessanti e poi, dopo averli analizzati singolarmente, ho scelto quali inserire in portafoglio.
La lezione pratica
Ora voglio però fare una doverosa puntualizzazione.
Il fatto che Agosto ci abbia regalato un rendimento del 12% e Settembre superiore al 5%, non significa che andrà sempre così.
Allo stesso modo, il fatto che i titoli di Settembre siano andati tutti in profitto, ancora una volta, non implica che in futuro sarà sempre così.
Il portafoglio perfetto non esiste e diffida da chi ti racconta il contrario.
Ci saranno sempre mesi verdi e mesi rossi. Quello che conta è il bilancio finale.
Lo scopo di questo articolo quindi è mostrarti il perché delle mie scelte operative, non di certo ammaliarti con i ritorni elevati che abbiamo raggiunto.
Nel complesso settembre mi ha insegnato una cosa: quando costruisci con logica, anche in poche settimane e contrariamente al pensiero comune, puoi vedere risultati concreti.
Il rendimento medio delle nuove posizioni è stato superiore al +5, ma la partita è ancora aperta.
La regola ricorda resta sempre la stessa:
Non innamorarti dei titoli, innamorati della logica.













