Infatti usando i ProPicks sono riuscito a scremare velocemente i tioli italiani più interessanti e poi, dopo averli analizzati singolarmente, ho scelto quali inserire in portafoglio.

 

La lezione pratica

Ora voglio però fare una doverosa puntualizzazione.

Il fatto che Agosto ci abbia regalato un rendimento del 12% e Settembre superiore al 5%, non significa che andrà sempre così.

 

Allo stesso modo, il fatto che i titoli di Settembre siano andati tutti in profitto, ancora una volta, non implica che in futuro sarà sempre così.

Il portafoglio perfetto non esiste e diffida da chi ti racconta il contrario.

Ci saranno sempre mesi verdi e mesi rossi. Quello che conta è il bilancio finale.

 

Lo scopo di questo articolo quindi è mostrarti il perché delle mie scelte operative, non di certo ammaliarti con i ritorni elevati che abbiamo raggiunto.

Nel complesso settembre mi ha insegnato una cosa: quando costruisci con logica, anche in poche settimane e contrariamente al pensiero comune, puoi vedere risultati concreti.

Il rendimento medio delle nuove posizioni è stato superiore al +5, ma la partita è ancora aperta.

 

La regola ricorda resta sempre la stessa:
Non innamorarti dei titoli, innamorati della logica.

 

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Stefano Demasi

Stefano Demasi è un punto di riferimento italiano nel mondo della finanza e degli investimenti.

Seguìto da una community in continua crescita di investitori e appassionati, Stefano ha trasformato la sua passione in un vero movimento di educazione finanziaria.

Attraverso contenuti chiari, aggiornati e pragmatici, ha aiutato centinaia di persone a comprendere come muoversi nel mondo di Bitcoin e negli investimenti, trasformando teorie complesse in azioni concrete e profittevoli.

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Per le mie analisi quindi mi affido ad Investing PRO, che grazie alle sue ProPicks basate su AI, mi permette di avere ogni mese un elenco scremato dei titoli con più potenziale.

Tutto quello che devo fare è analizzare i dati forniti da Investing per questi titoli e scegliere su quali puntare. In appena un’ora al mese, costruisco così le mie posizioni.

Ho smesso quindi di inseguire il titolo del momento e ho cominciato a ragionare da architetto: costruire, mattone dopo mattone, un portafoglio speculativo ma contemporaneamente solido.

 

E no, non parlo di ETF noiosi o di cassettisti che aspettano 30 anni.

Certo ho il mio portafoglio long term azionario, ma volevo anche qualcosa di dinamico, divertente e più spinto.

Ecco quindi che l’ho costruito con azioni italiane mirate, con un occhio ai fondamentali e uno al momentum.

 

Settembre quindi si è chiuso in positivo con una media del 5,2% sui titoli selezionati.

Dietro questi numeri non c’è “il caso”, ma una logica precisa che ti mostro in questo articolo, una perfetta combinazione di titoli che cavalcano trend strutturali (energia, finanza, assicurazioni, utilities) con aziende che hanno ancora spazio per sorprendere.

 

I titoli di settembre

 

Prima di vedere i titoli acquistati, vediamo quelli venduti. Ho rimosso dal mio portafoglio solo Banca Mediolanum con un ritorno del 18,68% a partire da luglio (quando l’ho inserita).

 

Ecco dunque i titoli aggiunti in portafoglio a settembre con la relativa performance:

 

Media delle nuove posizioni: +5,2% in un solo mese.

In un periodo in cui tanti investitori si lamentano di mercati “piatti”, il mio portafoglio speculativo è andato piuttosto bene.

Vediamo dunque uno per uno i titoli in questione e il perché li ho scelti.

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1. Banco BPM – La banca “sottovalutata” (+9,15%)

Ecco il campione del mese suggerito dall’AI di Investing PRO e che dopo un’attenta analisi ho deciso di aggiungere in portafoglio.

 

 

Le banche italiane hanno beneficiato dell’aumento dei tassi, ma Banco BPM rimane l’outsider del settore.

Con un +7,66% in un mese, si conferma la mia scommessa value: utili record, dividendi interessanti, possibili scenari M&A.

L’ho acquistata a 11,59€ ed è al momento della stesura di questo articolo a 12,65€, quindi in positivo del 9,15%.

 

Perché ho deciso di seguire il suggerimento delle ProPicks di Investing PRO e prendere posizione su Banco BPM?

In più il recente aumento della partecipazione di Credit Agricole al 20,1% mi ha dato modo di confermare la mia puntata di crescente fiducia verso questo titolo.

 

2. Saipem – Il gigante si risveglia (+6,22%)

Saipem è quel tipo di titolo che ti mette alla prova: volatile, contestato, ma oggi in ripresa.

 

 

Il mese non è stato particolarmente brillante per Saipem che ha siglato un modesto 2,58%.

Ma sfruttando la volatilità del mese, sono riuscito a piazzarmi con un prezzo medio di 2,33€ (contro i 2,46€ attuali), siglando un rendimento al momento della stesura di questo articolo del +6,22%.

 

Molti hanno criticato questo titolo poiché collassato di oltre il 90% rispetto i massimi storici, eppure i dati che mi hanno portato a prendere posizione, mi facevano ipotizzare che potesse esserci una ripresa.

 

Ecco dunque perché l’ho scelto tra i suggerimenti di Investing PRO:

 

Inoltre la notizia della prossima fusione con Subsea 7 (che dovrebbe generare €300 milioni in sinergie) presentava un potenziale di rialzo significativo che mi ha portato appunto a piazzare la mia puntata.

 

3. Unipol – L’assicurazione che fa banca (+5,41%)

Unipol è un titolo che non ha bisogno di presentazioni e che paga bene per averlo.

Il mese è stato turbolento, segnando appena l’1,92% di crescita.

 

 

Anche in questo caso però abbiamo visto molta volatilità e sono riuscito a portare il mio prezzo medio di acquisto su 17,2€. Il titolo è ora scambiato a 18,2€, segnando un incremento del 5,8% in un mese.

Unipol unisce la solidità di un business assicurativo e il valore aggiunto delle partecipazioni bancarie, sicuramente un connubio interessante.

 

Ecco dunque gli elementi che mi hanno fatto decidere di prendere posizione:

 

Ci sono anche stati numerosi upgrade degli analisti che hanno supportano la mia prospettiva rialzista:

 

La società è strategicamente posizionata nel mercato assicurativo italiano in fase di consolidamento, dove i primi quattro assicuratori controllano ora circa il 75% della quota di mercato, sostenendo forti margini futuri. Insomma dati senza dubbio interessanti e promettenti.

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4. Hera – La utility che non fa rumore (+3,54%)

In mezzo alle turbolenze di mercato, Hera è lì, costante, stabile, affidabile.

 

 

Con una performance del 3,76% nel mese, si è confermata una scommessa interessante.

Nel mio caso la performance è stata lievemente più bassa, circa del +3,54%, ma assolutamente ottima per un titolo generalmente tranquillo come questo.

Questa è la classica posizione che generalmente fa dormire bene la notte poiché relativamente lenta.

 

Perché quindi ho deciso di seguire il suggerimento delle ProPicks di Investing PRO e prendere posizione su un titolo che generalmente si muove poco come HERA?

 

Poiché era inoltre scambiata al di sotto del target di valore equo degli analisti di €4,1, il titolo presentava un potenziale rialzo di circa il 12%, quindi una scommessa con un buon potenziale rischio-beneficio.

 

5. Pirelli – La gomma che tiene in strada il portafoglio (+1,87%)

Non è il miglior performer del mese, ma non mi serviva che lo fosse.

 

 

Pirelli ha siglato un rendimento di circa il 2% questo mese, per me un 2,72%, poiché mi sono posizionato a circa 5,71€ (ora scambiato a 5,97€).

Ma come dicevo, poiché Pirelli è un titolo abbastanza stabile come HERA, la sua funzione era quella di “supportare” un po’ il mio portafoglio in caso di perdite significative su puntate più spinte come Saipem.

 

Ci ha comunque regalato delle buone performance, perciò sono contento.

Ecco perché l’ho inserito in portafoglio:

 

Nonostante le sfide valutarie, Pirelli mantiene il suo obiettivo di margine EBIT del 16%, mentre le stime del fair value lo davano a €7-7,5. Questo suggeriva un potenziale rialzo di circa il 20% rispetto ai livelli a cui ho preso posizione.

 

La logica complessiva

Come ho detto, i risultati di settembre sono il frutto di un’analisi mirata dei dati e una costruzione mirata del portafoglio:

 

Il portafoglio di settembre puntava a spingere sui titoli più “esotici” sul mercato italiano (come Saipem) ma contemporaneamente sfruttare titoli più stabili come Hera e Pirelli per proteggersi da eventuali scossoni (sfruttando la sottovalutazione attuale di tali titoli).

Un portafoglio per me è alla fine come una squadra di calcio: c’è chi difende, chi attacca e chi fa da mediano, ma i risultati li si vede nell’insieme.

E l’AI di Investing PRO mi ha aiutato molto nel selezionare questa squadra.

Infatti usando i ProPicks sono riuscito a scremare velocemente i tioli italiani più interessanti e poi, dopo averli analizzati singolarmente, ho scelto quali inserire in portafoglio.

 

La lezione pratica

Ora voglio però fare una doverosa puntualizzazione.

Il fatto che Agosto ci abbia regalato un rendimento del 12% e Settembre superiore al 5%, non significa che andrà sempre così.

 

Allo stesso modo, il fatto che i titoli di Settembre siano andati tutti in profitto, ancora una volta, non implica che in futuro sarà sempre così.

Il portafoglio perfetto non esiste e diffida da chi ti racconta il contrario.

Ci saranno sempre mesi verdi e mesi rossi. Quello che conta è il bilancio finale.

 

Lo scopo di questo articolo quindi è mostrarti il perché delle mie scelte operative, non di certo ammaliarti con i ritorni elevati che abbiamo raggiunto.

Nel complesso settembre mi ha insegnato una cosa: quando costruisci con logica, anche in poche settimane e contrariamente al pensiero comune, puoi vedere risultati concreti.

Il rendimento medio delle nuove posizioni è stato superiore al +5, ma la partita è ancora aperta.

 

La regola ricorda resta sempre la stessa:
Non innamorarti dei titoli, innamorati della logica.

 

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Stefano Demasi

Stefano Demasi è un punto di riferimento italiano nel mondo della finanza e degli investimenti.

Seguìto da una community in continua crescita di investitori e appassionati, Stefano ha trasformato la sua passione in un vero movimento di educazione finanziaria.

Attraverso contenuti chiari, aggiornati e pragmatici, ha aiutato centinaia di persone a comprendere come muoversi nel mondo di Bitcoin e negli investimenti, trasformando teorie complesse in azioni concrete e profittevoli.

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+5% in un mese, ecco come sono andati i titoli di Settembre

Dopo il 12% di Agosto, anche Settembre è stato un ottimo mese per il mio portafoglio speculativo, siglando un rendimento superiore al 5%.

In questo articolo ti mostro dunque come mi sono mosso e soprattutto, il perché delle mie scelte.

 

Il punto di partenza

C’è una cosa che spesso si dimentica quando si inizia ad investire: non è la singola operazione che ti rende ricco, ma la logica con cui costruisci il portafoglio.

E proprio per questo è importante fare scelte ben ponderate e mirate basate su dati concreti, piuttosto che sul “sentito dire”.

 

Infatti usando i ProPicks sono riuscito a scremare velocemente i tioli italiani più interessanti e poi, dopo averli analizzati singolarmente, ho scelto quali inserire in portafoglio.

 

La lezione pratica

Ora voglio però fare una doverosa puntualizzazione.

Il fatto che Agosto ci abbia regalato un rendimento del 12% e Settembre superiore al 5%, non significa che andrà sempre così.

 

Allo stesso modo, il fatto che i titoli di Settembre siano andati tutti in profitto, ancora una volta, non implica che in futuro sarà sempre così.

Il portafoglio perfetto non esiste e diffida da chi ti racconta il contrario.

Ci saranno sempre mesi verdi e mesi rossi. Quello che conta è il bilancio finale.

 

Lo scopo di questo articolo quindi è mostrarti il perché delle mie scelte operative, non di certo ammaliarti con i ritorni elevati che abbiamo raggiunto.

Nel complesso settembre mi ha insegnato una cosa: quando costruisci con logica, anche in poche settimane e contrariamente al pensiero comune, puoi vedere risultati concreti.

Il rendimento medio delle nuove posizioni è stato superiore al +5, ma la partita è ancora aperta.

 

La regola ricorda resta sempre la stessa:
Non innamorarti dei titoli, innamorati della logica.

 
 

4. Hera – La utility che non fa rumore (+3,54%)

In mezzo alle turbolenze di mercato, Hera è lì, costante, stabile, affidabile.

 

 

Con una performance del 3,76% nel mese, si è confermata una scommessa interessante.

Nel mio caso la performance è stata lievemente più bassa, circa del +3,54%, ma assolutamente ottima per un titolo generalmente tranquillo come questo.

Questa è la classica posizione che generalmente fa dormire bene la notte poiché relativamente lenta.

 

Perché quindi ho deciso di seguire il suggerimento delle ProPicks di Investing PRO e prendere posizione su un titolo che generalmente si muove poco come HERA?

  • Rapporto P/E di soli 10,5 e un rapporto PEG notevolmente basso di 0,45. (livelli così indicano in genere una potenziale sottovalutazione)

  • Crescita dei ricavi dell’11% negli ultimi dodici mesi.

  • Crescita dell’EBITDA dell’8,5%, che evidenzia una forte esecuzione operativa.

  • Rendimento da dividendi del 4,1% (in crescita del 7,1%)

 

Poiché era inoltre scambiata al di sotto del target di valore equo degli analisti di €4,1, il titolo presentava un potenziale rialzo di circa il 12%, quindi una scommessa con un buon potenziale rischio-beneficio.

 

5. Pirelli – La gomma che tiene in strada il portafoglio (+1,87%)

Non è il miglior performer del mese, ma non mi serviva che lo fosse.

 

 

Pirelli ha siglato un rendimento di circa il 2% questo mese, per me un 2,72%, poiché mi sono posizionato a circa 5,71€ (ora scambiato a 5,97€).

Ma come dicevo, poiché Pirelli è un titolo abbastanza stabile come HERA, la sua funzione era quella di “supportare” un po’ il mio portafoglio in caso di perdite significative su puntate più spinte come Saipem.

 

Ci ha comunque regalato delle buone performance, perciò sono contento.

Ecco perché l’ho inserito in portafoglio:

  • P/E modesto di 11,8 e un rapporto prezzo/valore contabile di appena 1,05.

  • Solidi rendimenti (11,5% nell’ultimo anno).

  • Margine lordo del 68,9% e un margine operativo del 12,9%, sostenuti da un cambiamento strategico verso prodotti di maggior valore (ora l’80% dei ricavi).

  • Rendimento da dividendi del 4,3% (in crescita del 26,3%).

 

Nonostante le sfide valutarie, Pirelli mantiene il suo obiettivo di margine EBIT del 16%, mentre le stime del fair value lo davano a €7-7,5. Questo suggeriva un potenziale rialzo di circa il 20% rispetto ai livelli a cui ho preso posizione.

 

La logica complessiva

Come ho detto, i risultati di settembre sono il frutto di un’analisi mirata dei dati e una costruzione mirata del portafoglio:

  • Banco BPM e Unipol → finanza e assicurazioni.

  • Saipem e Pirelli → ciclicità industriale e brand.

  • Hera → stabilità da utility.

 

Il portafoglio di settembre puntava a spingere sui titoli più “esotici” sul mercato italiano (come Saipem) ma contemporaneamente sfruttare titoli più stabili come Hera e Pirelli per proteggersi da eventuali scossoni (sfruttando la sottovalutazione attuale di tali titoli).

Un portafoglio per me è alla fine come una squadra di calcio: c’è chi difende, chi attacca e chi fa da mediano, ma i risultati li si vede nell’insieme.

E l’AI di Investing PRO mi ha aiutato molto nel selezionare questa squadra.

Infatti usando i ProPicks sono riuscito a scremare velocemente i tioli italiani più interessanti e poi, dopo averli analizzati singolarmente, ho scelto quali inserire in portafoglio.

 

La lezione pratica

Ora voglio però fare una doverosa puntualizzazione.

Il fatto che Agosto ci abbia regalato un rendimento del 12% e Settembre superiore al 5%, non significa che andrà sempre così.

 

Allo stesso modo, il fatto che i titoli di Settembre siano andati tutti in profitto, ancora una volta, non implica che in futuro sarà sempre così.

Il portafoglio perfetto non esiste e diffida da chi ti racconta il contrario.

Ci saranno sempre mesi verdi e mesi rossi. Quello che conta è il bilancio finale.

 

Lo scopo di questo articolo quindi è mostrarti il perché delle mie scelte operative, non di certo ammaliarti con i ritorni elevati che abbiamo raggiunto.

Nel complesso settembre mi ha insegnato una cosa: quando costruisci con logica, anche in poche settimane e contrariamente al pensiero comune, puoi vedere risultati concreti.

Il rendimento medio delle nuove posizioni è stato superiore al +5, ma la partita è ancora aperta.

 

La regola ricorda resta sempre la stessa:
Non innamorarti dei titoli, innamorati della logica.

 

Per le mie analisi quindi mi affido ad Investing PRO, che grazie alle sue ProPicks basate su AI, mi permette di avere ogni mese un elenco scremato dei titoli con più potenziale.

Tutto quello che devo fare è analizzare i dati forniti da Investing per questi titoli e scegliere su quali puntare. In appena un’ora al mese, costruisco così le mie posizioni.

Ho smesso quindi di inseguire il titolo del momento e ho cominciato a ragionare da architetto: costruire, mattone dopo mattone, un portafoglio speculativo ma contemporaneamente solido.

 

E no, non parlo di ETF noiosi o di cassettisti che aspettano 30 anni.

Certo ho il mio portafoglio long term azionario, ma volevo anche qualcosa di dinamico, divertente e più spinto.

Ecco quindi che l’ho costruito con azioni italiane mirate, con un occhio ai fondamentali e uno al momentum.

 

Settembre quindi si è chiuso in positivo con una media del 5,2% sui titoli selezionati.

Dietro questi numeri non c’è “il caso”, ma una logica precisa che ti mostro in questo articolo, una perfetta combinazione di titoli che cavalcano trend strutturali (energia, finanza, assicurazioni, utilities) con aziende che hanno ancora spazio per sorprendere.

 

I titoli di settembre

 

Prima di vedere i titoli acquistati, vediamo quelli venduti. Ho rimosso dal mio portafoglio solo Banca Mediolanum con un ritorno del 18,68% a partire da luglio (quando l’ho inserita).

 

Ecco dunque i titoli aggiunti in portafoglio a settembre con la relativa performance:

  • Banco BPM: +9,15%

  • Saipem: +6,22%

  • Unipol Assicurazioni: +5,8%

  • Hera: +3,54%

  • Pirelli: +1,87%

 

Media delle nuove posizioni: +5,2% in un solo mese.

In un periodo in cui tanti investitori si lamentano di mercati “piatti”, il mio portafoglio speculativo è andato piuttosto bene.

Vediamo dunque uno per uno i titoli in questione e il perché li ho scelti.

Puoi iscriverti gratis alla mia newsletter per riceverla direttamente nella tua email!👇🏼

1. Banco BPM – La banca “sottovalutata” (+9,15%)

Ecco il campione del mese suggerito dall’AI di Investing PRO e che dopo un’attenta analisi ho deciso di aggiungere in portafoglio.

 

 

Le banche italiane hanno beneficiato dell’aumento dei tassi, ma Banco BPM rimane l’outsider del settore.

Con un +7,66% in un mese, si conferma la mia scommessa value: utili record, dividendi interessanti, possibili scenari M&A.

L’ho acquistata a 11,59€ ed è al momento della stesura di questo articolo a 12,65€, quindi in positivo del 9,15%.

 

Perché ho deciso di seguire il suggerimento delle ProPicks di Investing PRO e prendere posizione su Banco BPM?

  • Il titolo ha generato rendimenti notevoli (119% nell’ultimo anno, 59% da inizio anno) mantenendo fondamentali interessanti.

  • I ricavi stanno crescendo in modo robusto (19% negli ultimi dodici mesi, 23% trimestralmente) con un recente balzo degli utili nel Q2 a €704M (in aumento dell’85% anno su anno).

  • Rapporto P/E di soli 7,4 e Price/Book di 1,2.

  • Rendimento da dividendo dell’8,6% (che sta crescendo del 27%).

In più il recente aumento della partecipazione di Credit Agricole al 20,1% mi ha dato modo di confermare la mia puntata di crescente fiducia verso questo titolo.

 

2. Saipem – Il gigante si risveglia (+6,22%)

Saipem è quel tipo di titolo che ti mette alla prova: volatile, contestato, ma oggi in ripresa.

 

 

Il mese non è stato particolarmente brillante per Saipem che ha siglato un modesto 2,58%.

Ma sfruttando la volatilità del mese, sono riuscito a piazzarmi con un prezzo medio di 2,33€ (contro i 2,46€ attuali), siglando un rendimento al momento della stesura di questo articolo del +6,22%.

 

Molti hanno criticato questo titolo poiché collassato di oltre il 90% rispetto i massimi storici, eppure i dati che mi hanno portato a prendere posizione, mi facevano ipotizzare che potesse esserci una ripresa.

 

Ecco dunque perché l’ho scelto tra i suggerimenti di Investing PRO:

  • Notevole slancio dei rendimenti che si attestano sul 34% su un anno e del 25% su sei mesi (sopra i benchmark più ampi del mercato di riferimento).

  • Rapporto P/E di 13,6 e un rapporto PEG di soli 0,5, suggerendo che il titolo è sottovalutato rispetto al suo potenziale di crescita.

  • Crescita dei ricavi di circa il 18% e crescita dell’EBITDA di circa il 29%

  • JPMorgan ha recentemente nominato Saipem SpA come sua prima scelta nei servizi petroliferi europei.

 

Inoltre la notizia della prossima fusione con Subsea 7 (che dovrebbe generare €300 milioni in sinergie) presentava un potenziale di rialzo significativo che mi ha portato appunto a piazzare la mia puntata.

 

3. Unipol – L’assicurazione che fa banca (+5,41%)

Unipol è un titolo che non ha bisogno di presentazioni e che paga bene per averlo.

Il mese è stato turbolento, segnando appena l’1,92% di crescita.

 

 

Anche in questo caso però abbiamo visto molta volatilità e sono riuscito a portare il mio prezzo medio di acquisto su 17,2€. Il titolo è ora scambiato a 18,2€, segnando un incremento del 5,8% in un mese.

Unipol unisce la solidità di un business assicurativo e il valore aggiunto delle partecipazioni bancarie, sicuramente un connubio interessante.

 

Ecco dunque gli elementi che mi hanno fatto decidere di prendere posizione:

  • Rapporto P/E di 11 con un P/E forward di soli 7,3.

  • Rendimento da dividendo del 4,9% (in crescita del 123,7%).

  • EBITDA in crescita del 30,2%

  • Rapporto di Solvency II migliorato al 218% nel Q1 2025.

 

Ci sono anche stati numerosi upgrade degli analisti che hanno supportano la mia prospettiva rialzista:

  • Berenberg aveva infatti alzato il target price a €19,60

  • Fitch invece ha migliorato il rating creditizio di Unipol ad ‘A’.

 

La società è strategicamente posizionata nel mercato assicurativo italiano in fase di consolidamento, dove i primi quattro assicuratori controllano ora circa il 75% della quota di mercato, sostenendo forti margini futuri. Insomma dati senza dubbio interessanti e promettenti.

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4. Hera – La utility che non fa rumore (+3,54%)

In mezzo alle turbolenze di mercato, Hera è lì, costante, stabile, affidabile.

 

 

Con una performance del 3,76% nel mese, si è confermata una scommessa interessante.

Nel mio caso la performance è stata lievemente più bassa, circa del +3,54%, ma assolutamente ottima per un titolo generalmente tranquillo come questo.

Questa è la classica posizione che generalmente fa dormire bene la notte poiché relativamente lenta.

 

Perché quindi ho deciso di seguire il suggerimento delle ProPicks di Investing PRO e prendere posizione su un titolo che generalmente si muove poco come HERA?

  • Rapporto P/E di soli 10,5 e un rapporto PEG notevolmente basso di 0,45. (livelli così indicano in genere una potenziale sottovalutazione)

  • Crescita dei ricavi dell’11% negli ultimi dodici mesi.

  • Crescita dell’EBITDA dell’8,5%, che evidenzia una forte esecuzione operativa.

  • Rendimento da dividendi del 4,1% (in crescita del 7,1%)

 

Poiché era inoltre scambiata al di sotto del target di valore equo degli analisti di €4,1, il titolo presentava un potenziale rialzo di circa il 12%, quindi una scommessa con un buon potenziale rischio-beneficio.

 

5. Pirelli – La gomma che tiene in strada il portafoglio (+1,87%)

Non è il miglior performer del mese, ma non mi serviva che lo fosse.

 

 

Pirelli ha siglato un rendimento di circa il 2% questo mese, per me un 2,72%, poiché mi sono posizionato a circa 5,71€ (ora scambiato a 5,97€).

Ma come dicevo, poiché Pirelli è un titolo abbastanza stabile come HERA, la sua funzione era quella di “supportare” un po’ il mio portafoglio in caso di perdite significative su puntate più spinte come Saipem.

 

Ci ha comunque regalato delle buone performance, perciò sono contento.

Ecco perché l’ho inserito in portafoglio:

  • P/E modesto di 11,8 e un rapporto prezzo/valore contabile di appena 1,05.

  • Solidi rendimenti (11,5% nell’ultimo anno).

  • Margine lordo del 68,9% e un margine operativo del 12,9%, sostenuti da un cambiamento strategico verso prodotti di maggior valore (ora l’80% dei ricavi).

  • Rendimento da dividendi del 4,3% (in crescita del 26,3%).

 

Nonostante le sfide valutarie, Pirelli mantiene il suo obiettivo di margine EBIT del 16%, mentre le stime del fair value lo davano a €7-7,5. Questo suggeriva un potenziale rialzo di circa il 20% rispetto ai livelli a cui ho preso posizione.

 

La logica complessiva

Come ho detto, i risultati di settembre sono il frutto di un’analisi mirata dei dati e una costruzione mirata del portafoglio:

  • Banco BPM e Unipol → finanza e assicurazioni.

  • Saipem e Pirelli → ciclicità industriale e brand.

  • Hera → stabilità da utility.

 

Il portafoglio di settembre puntava a spingere sui titoli più “esotici” sul mercato italiano (come Saipem) ma contemporaneamente sfruttare titoli più stabili come Hera e Pirelli per proteggersi da eventuali scossoni (sfruttando la sottovalutazione attuale di tali titoli).

Un portafoglio per me è alla fine come una squadra di calcio: c’è chi difende, chi attacca e chi fa da mediano, ma i risultati li si vede nell’insieme.

E l’AI di Investing PRO mi ha aiutato molto nel selezionare questa squadra.

Infatti usando i ProPicks sono riuscito a scremare velocemente i tioli italiani più interessanti e poi, dopo averli analizzati singolarmente, ho scelto quali inserire in portafoglio.

 

La lezione pratica

Ora voglio però fare una doverosa puntualizzazione.

Il fatto che Agosto ci abbia regalato un rendimento del 12% e Settembre superiore al 5%, non significa che andrà sempre così.

 

Allo stesso modo, il fatto che i titoli di Settembre siano andati tutti in profitto, ancora una volta, non implica che in futuro sarà sempre così.

Il portafoglio perfetto non esiste e diffida da chi ti racconta il contrario.

Ci saranno sempre mesi verdi e mesi rossi. Quello che conta è il bilancio finale.

 

Lo scopo di questo articolo quindi è mostrarti il perché delle mie scelte operative, non di certo ammaliarti con i ritorni elevati che abbiamo raggiunto.

Nel complesso settembre mi ha insegnato una cosa: quando costruisci con logica, anche in poche settimane e contrariamente al pensiero comune, puoi vedere risultati concreti.

Il rendimento medio delle nuove posizioni è stato superiore al +5, ma la partita è ancora aperta.

 

La regola ricorda resta sempre la stessa:
Non innamorarti dei titoli, innamorati della logica.

 

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Stefano Demasi è un punto di riferimento italiano nel mondo della finanza e degli investimenti.

Seguìto da una community in continua crescita di investitori e appassionati, Stefano ha trasformato la sua passione in un vero movimento di educazione finanziaria.

Attraverso contenuti chiari, aggiornati e pragmatici, ha aiutato centinaia di persone a comprendere come muoversi nel mondo di Bitcoin e negli investimenti, trasformando teorie complesse in azioni concrete e profittevoli.

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