Bitcoin: la SEC cambia tutto!

La SEC ha cambiato rotta su Bitcoin, sta per iniziare una nuova era per la finanza globale?

Il sistema finanziario che conoscevamo è appena cambiato. In un colpo solo, grazie alla rimozione di una norma controversa, Bitcoin si ritrova al centro della scena mondiale.

Per anni, le banche sono rimaste escluse dal mercato crypto, non per propria scelta (si sa che dove ci sono soldi da fare, loro ci sono sempre), ma piuttosto a causa di un’oscura “regola” imposta dalla SEC.

Questa norma ha limitato fino ad oggi l’accesso delle istituzioni tradizionali a Bitcoin, creando una barricata tra il mondo della finanza tradizionale e l’asset digitale più rivoluzionario di sempre.

Ma ecco il colpo di scena: quella fantomatica “regola” è stata appena spazzata via.

Quello di cui stiamo per parlare in questo articolo non è solo un cambiamento di politica, ma è un vero e proprio punto di svolta per il futuro di Bitcoin nell’economia globale.

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Cosa Significa Davvero Questo Cambiamento per Bitcoin?

Indipendentemente da quanto tu sia ottimista sul futuro di Bitcoin, potresti non esserlo ancora abbastanza. No, non voglio metterti FOMO, lo dico sul serio, questa semplice e banale modifica potrebbe infatti innescare un’adozione senza precedenti.

In questo articolo dunque ti mostrerò:

  • Cosa ha fatto esattamente la SEC con Bitcoin (e soprattutto perché);

  • Perché questa decisione è molto più importante di quanto si creda;

  • Come tutto questo influenzerà il valore e l’adozione di Bitcoin;

  • E infine, a cosa dovremmo prestare attenzione nei prossimi mesi.

Ti prometto che non mi dilungherò troppo su questa vicenda, ma comunque ti darò tutti i dettagli importanti che devi necessariamente sapere per poterti destreggiare nella tempesta che sta per arrivare. Quindi mettiti comodo perché stiamo per esplorare una delle più grandi rivoluzioni finanziarie della nostra epoca.

La Norma Misteriosa che bloccava le Banche (e Bitcoin)

Hai mai sentito parlare della SAB 121? Probabilmente no, o magari se ne hai sentito parlare, non le hai dato molto peso. Eppure, questa piccola sigla ha avuto fino ad oggi un impatto devastante sul settore crypto.

SAB significa “Staff Accounting Bulletin“. In pratica, si tratta di un banalissimo bollettino contabile emesso dalla SEC nel 2022 per stabilire le regole su come le aziende – incluse le banche – dovessero trattare le criptovalute nei propri bilanci. Sì, un semplice bollettino o se ti fa più piacere, una banalissima “nota”.

Cosa prevedeva di fatto la SAB 121?

La SAB 121 “impone” alle banche che vogliano detenere Bitcoin o altre crypto per i propri clienti, di registrarle come passività nei propri bilanci. Sì, hai capito bene: non come asset, ma come “debiti” nel proprio bilancio patrimoniale (anche se sono di proprietà di clienti).

Ma perché questo è un problema? Mi rendo conto che per chi non è del mestiere, tutto questo è incomprensibile, quindi facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire dove sia il problema.

Le banche (così come ogni azienda), bilanciano le attività (ciò che possiedono) e le passività (ciò che devono). Se un’attività viene considerata una passività, il bilancio ha un problema. Infatti immagina una banca che detiene Bitcoin per dei propri clienti, di fatto non ha comprato nulla, semplicemente detiene per conto terzi. Eppure dovendo segnare tutto ciò nelle “passività”, è come se avesse comprato lei quelle crypto che finirebbero nei “costi”, ingrandendo il “debito/costi” apparenti della stessa.

Quindi le banche che avessero deciso di detenere crypto per i propri clienti sarebbero risultate dal punto di vista dei bilanci più “rischiose” poiché sarebbero figurati molti debiti/costi (quindi passività). Questo sortirebbe enormi danni su più livelli.

In primis gli investitori non sarebbero attratti dal possedere i titoli di queste banche poiché appunto sembrerebbero nei guai (quando invece non è così). Poi, cosa ancora più grave, queste realtà non avrebbero più potuto contrarre debiti e prestiti (o comunque molto meno), e fare diversi tipi di investimenti poiché appunto sarebbero risultate dal punto di vista del bilancio, “in crisi”. Insomma, un danno enorme per le banche, che è stato meglio evitare.

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Perché la SEC ha Imposto Questa Regola Assurda?

La risposta come potrai immaginare è politica, più che economica o di “tutela” del consumatore (obiettivo fondamentale che dovrebbe porsi la SEC).

Infatti abbiamo detto che questa “norma”, non è una norma, non è una legge, non è assolutamente nulla se non una banale nota. L’amministrazione di allora, cioè quella di Biden, con figure chiave come Elizabeth Warren e Gary Gensler, sappiamo che ha sempre avuto un atteggiamento ostile verso il settore crypto.

La Warren, in particolare, ha addirittura condotto una campagna elettorale con una vera e propria “Crypto-Army” anti-Bitcoin, e no, non sto scherzando o dicendo tanto per, è stato proprio così!

 

 

Per ostacolare Bitcoin le hanno pensate proprio tutte, e in particolare con la SAB 121, la SEC ha aggirato il Congresso e imponendosi di fatto e minacciando multe e sanzioni per chi non l’avesse rispettata.

Risultato? Le banche sono rimaste fuori dai giochi, ma non senza lottare. Infatti hanno spinto per abrogare la SAB 121 con un disegno di legge, che è stato approvato sia dalla Camera che dal Senato.

Quindi perché la SAB è rimasta attiva fino ad oggi se la sua abrogazione è stata approvata? Beh semplicemente perché quando è arrivato tutto sulla scrivania di Biden…Veto. Bocciato. Fine della storia.

Poi però è successo qualcosa di inaspettato.

Gli americani hanno votato, Trump è tornato in scena e la politica crypto è cambiata. Gary Gensler? Licenziato. La SAB 121 è appena stata annullata.

Le banche ora possono detenere Bitcoin per conto dei clienti e offrire servizi finanziari crypto.

Perché Questo è un Cambio Epocale?

La parola d’ordine qui è: Adozione di massa.

Le banche hanno accesso a centinaia di milioni di clienti, cioè migliaia di miliardi di dollari. Ora immagina quanto sarà più facile per le persone acquistare Bitcoin direttamente dalla propria banca di fiducia.

Molti evitavano Bitcoin perché non capivano gli exchange o si sentivano insicuri, insomma fino a ieri Bitcoin era un “ponzi”, una “bolla”, qualcosa che non sarebbe durato e ora i più grossi gestori finanziari al mondo ne parlano e le banche permettono di acquistarlo? Bitcoin diventerà nella mente di molti “ufficiale”, poiché se la banca te lo offre, vuol dire che è serio, non un gioco.

Riesci a vedere che grande cambiamento potrebbe arrivare nei prossimi tempi e come effettivamente l’adozione potrebbe crescere esponenzialmente?

Le istituzioni finanziarie inoltre potranno anche creare strumenti di investimento, prestiti collateralizzati in Bitcoin e tanti altri servizi basati su BTC e le crypto. Assurdo.

Pensa se i consulenti finanziari delle banche consigliassero ai propri clienti di allocare anche solo l’1% del proprio portafoglio su Bitcoin? Un flusso di capitali veramente enorme, e non dico questa cifra a caso.

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Larry Fink, CEO di BlackRock, il più grande fondo di investimenti al mondo con oltre 11 trilioni di dollari in gestione per i propri clienti, ha rivelato che i principali fondi stanno discutendo se consigliare ai propri clienti di destinare il 2% o addirittura il 5% a Bitcoin.

Se ciò accadesse, Bitcoin potrebbe arrivare a 700.000 dollari. Sì, hai letto bene.

 

 

E le banche cosa ne pensano? Le istituzioni finanziarie più influenti del mondo si stanno preparando a entrare in Bitcoin, come loro stesse hanno detto a più riprese nelle ultime settimane:

  • Goldman Sachs: “Se le normative cambiano, ci muoveremo”.

  • Morgan Stanley: “Lavoriamo con le autorità per offrire servizi crypto in modo sicuro”.

  • Bank of America: “Se le regole lo consentono, le banche entreranno in questo settore in modo aggressivo”.

Entreremo in modo aggressivo”, non usano mezzi termini i colossi bancari mondiali, se ci saranno i presupposti “entreremo in modo aggressivo”.

Il Nuovo Regime “pro Bitcoin”

Le pedine si stanno muovendo e ogni figura chiave necessaria a partire da Elon Musk, si sta posizionando sulla scacchiera:

  • Gary Gensler è fuori.

  • Elizabeth Warren e la sua “Crypto-Army” sono fuori.

Al loro posto entrano in gioco, Mark Uyeda, Hester Peirce soprannominata “Crypto Mom”, una delle poche (datate) sostenitrici dentro la SEC di Bitcoin e al posto di Gary, Paul Atkins, anch’esso una figura pro-crypto.

 

 

Anche la presunta “Operation Choke Point 2.0”, sempre smentita ma che di fatto limitava le crypto, è stata eliminata. Si legge su un articolo di Coindesk del 22 marzo 2023:

 

 

Un vento nuovo quindi si scaglia sugli Stati Uniti che potrebbero effettivamente (come promesso da Trump), diventare il centro globale di Bitcoin e delle criptovalute.

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Cosa Aspettarsi nei Prossimi Mesi/Anni?

Se le banche inizieranno realmente ( e per me è solo questione di tempo) a lanciare prodotti crypto, colossi come JPMorgan, Citibank e Bank of America entreranno in gioco. Questo porterà probabilmente:

  • Più liquidità sul mercato crypto (in particolare su Bitcoin);

  • Più investimenti istituzionali;

  • Più adozione da parte delle masse;

  • Un aumento della fiducia generale verso il settore.

Una visione senza dubbio interessante per il futuro prezzo di Bitcoin ma che ne sarà della “decentralizzazione” o delle “manipolazioni” a cui si potrebbe andare incontro?

Di fatto a mio avviso le banche ad oggi non sono interessate a manipolare il prezzo di Bitcoin (cosa che comunque fanno indirettamente già da tempo), sono piuttosto interessate a lucrarci sopra. Proviamo infatti a ragionare un attimo: Se Bitcoin fosse “affossato”, le banche perderebbero un’occasione di guadagno.

Il loro obiettivo è di porsi come intermediario e offrire prodotti e servizi su Bitcoin e il mondo crypto (come fanno per l’oro o le azioni), se le persone perdessero l’interesse, semplicemente non farebbero più soldi. Quindi escluderei questa problematica ma.. c’è un ma…

Bitcoin non è nato per le banche.

A questo punto dobbiamo fare una precisazione: Bitcoin non è nato per le banche. Bitcoin è nato per essere senza intermediari, è contemporaneamente valuta e banca e il mio lato libertario spera che le persone lo acquistino, conservino e usino in autonomia, senza passare per le solite istituzioni. 

Il problema qui è più che altro ideologico, ma essendo Bitcoin prima di tutto libertà, è giusto che ogni persona decida come posizionarsi su di esso.

Certo la visione di Satoshi non era questa (anche se secondo me se lo aspettava che prima o poi si sarebbe arrivati qui), Bitcoin è nato per essere libero, è uno switch mentale che dovrebbe insegnare alle persone la sovranità monetaria individuale, piuttosto che dare ancora una volta tutto in mano a terzi.

Però in effetti molte sono le persone ancora inconsapevoli e da questo punto di vista, il sistema tradizionale potrebbe dare una mano.

Personalmente non posso che sottolineare l’importanza di auto-custodia e auto-gestione dei propri Bitcoin, però ognuno è libero di muoversi come meglio crede.

Indipendentemente da questo, non si può ignorare l’enorme spostamento di capitali che sta avvenendo dal mondo tradizionale verso Bitcoin.

Bitcoin non è più un esperimento di una manciata di nerd, non è più la moneta degli “scappati di casa”, è un’autentica rivoluzione che in soli 16 anni si è radicata nel sistema e lo sta mutando dall’interno. 

Tutto questo è incredibile e penso che ne vedremo delle belle nei prossimi anni.

E tu? Sei pronto per quello che succederà?

Ps. Se ti fossi perso il video in cui analizzo la situazione, lo trovi qui

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Riguardo all'autore

Stefano Demasi

Stefano Demasi è un punto di riferimento italiano nel mondo della finanza e degli investimenti.

Seguìto da una community in continua crescita di investitori e appassionati, Stefano ha trasformato la sua passione in un vero movimento di educazione finanziaria.

Attraverso contenuti chiari, aggiornati e pragmatici, ha aiutato centinaia di persone a comprendere come muoversi nel mondo di Bitcoin e negli investimenti, trasformando teorie complesse in azioni concrete e profittevoli.

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