I 3 titoli azionari ITALIANI che ho aggiunto ad ottobre 2025

I 3 titoli azionari che ho aggiunto ad ottobre 2025 (1)

C’è chi guarda grafici, ascolta gli analisti su YouTube e si perde tra acronimi come P/E, ROE, EPS…

E poi c’è chi — ogni mese — apre il proprio portafoglio, osserva i risultati, e decide se cliccare “compra” o “vendi”.

Io sono tra questi.

Negli ultimi mesi ho deciso di raccontare pubblicamente l’evoluzione del mio portafoglio speculativo italiano, costruito con l’aiuto dell’AI di Investing PRO e dei suoi Pro Picks, che negli ultimi due mesi ha fruttato una media superiore al 5%.

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Ogni mese aggiungo o tolgo titoli in base ai segnali dell’AI di Investing e alle mie analisi personali.

In pratica ricevo il segnale dei titoli più interessanti nel mese, li analizzo individualmente e poi scelgo su quale posizionarmi.

Alcune operazioni vanno bene, altre meno, ma ciò che conta veramente è il processo sul lungo termine.

In settembre, come forse ricordi (trovi l’articolo qui), avevo inserito cinque nuovi titoli italiani: Banco BPM, Unipol, Saipem, Hera e Pirelli

A ottobre, ho aggiunto tre nuovi nomi: Prysmian, ERG e Moncler.

Nel frattempo ho venduto due posizioni storiche: Banca Mediolanum e Recordati, e tra poco ti racconto perché, prima però voglio fare un appunto.

Nb. Moncler ho deciso di venderla subito poiché ho scoperto essere coinvolta in maltrattamenti importanti per la produzione dei suoi piumini e per ragioni etiche personali, cerco di evitare titoli che maltrattano uomini e animali o producono tabacco, alcol o armi.

Analizzerò comunque il titolo a scopo didattico.

 

Un portafoglio in movimento: perché l’azione batte la teoria

C’è un momento preciso in cui smetti di parlare di finanza e inizi a farla.
Succede quando il tuo capitale reale entra in gioco.

Quando i numeri smettono di essere freddi e diventano emozione:
il +13% di Poste Italiane che ti strappa un sorriso o il -2% di Prysmian che ti fa pensare “forse ho anticipato troppo il mercato?”.

Eppure, la vera crescita — anche come investitore — non arriva dai profitti, ma dal processo, dall’analisi costante e dalla capacità di sbagliare senza farsi travolgere.

Per questo ogni mese aggiorno pubblicamente i miei risultati.
Perché l’obiettivo qui non è mostrare performance perfette, ma documentare i processi decisionali, le analisi, la realtà.

 

L’andamento aggiornato del portafoglio (ottobre 2025)

Prima di entrare nei dettagli dei nuovi ingressi, ecco una panoramica del rendimento complessivo dei titoli attualmente in portafoglio:

 

  • Poste Italiane → +13,09%

  • Banco BPM → +5,82%

  • Unipol Assicurazioni → +8,98%

  • Saipem → +3,81%

  • Hera → +5,50%

  • ERG → +0,68%

  • Pirelli → -0,89%

  • Prysmian Group → -2,06%

  • Interpump Group → -3,22%

  • Moncler → VENDUTO A -4,62%

     

Rendimento medio complessivo alla stesura di questo articolo: +2,7%.

Non male per un portafoglio interamente composto da titoli italiani, in un contesto macro delicato, con la situazione USA che tiene tutti in un limbo fatto di tassi e dazi.

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Le nuove aggiunte di ottobre

L’idea di fondo per ottobre era semplice: diversificare i motori del portafoglio, inserendo tre pilastri di settori chiave dell’economia italiana — infrastrutture, energia rinnovabile e lusso.

Vediamoli uno per uno.

 

Prysmian Group: il filo invisibile che tiene in piedi il mondo

Prysmian è l’azienda italiana che più di ogni altra rappresenta l’ossatura nascosta della modernità.

Ogni rete elettrica, ogni data center, ogni infrastruttura digitale nel mondo ha un po’ di Prysmian dentro.

 

 

Dopo un picco di crescita questo mese del 10%, ora il titolo ha ritracciato fermandosi, al momento della stesura di questo articolo, ad un +3,05% da inizio mese.

Acquistato ad un prezzo medio di €87,68, attualmente siamo in perdita del 2%.

Negli ultimi mesi il titolo è stato estremamente forte, con un rendimento annuale superiore al +30% e fondamentali solidi.

 

Nonostante la forte crescita del titolo, ho comunque scelto di seguire il suggerimento dell’AI di Investing PRO e inserirlo in portafoglio, ecco perché:

  • Rendimenti notevoli: 40% in tre mesi e 69% in sei mesi, con forte supporto degli analisti (13 raccomandazioni di acquisto e target di prezzo in aumento da Goldman Sachs, Citi e JPMorgan).

  • Robusta crescita dei ricavi di circa il 25%, con un EBITDA in aumento del 41%,

  • Rapporto PEG di 0,71 che indica che il titolo rimane sottovalutato nonostante i recenti guadagni.

  • Crescita organica del 23% nel business della trasmissione e ricavi dai data center che si prevede raddoppieranno anno su anno.

 

Prysmian è oggi leader mondiale nei cavi per energia e telecomunicazioni.
Con l’esplosione dell’intelligenza artificiale e l’espansione delle reti globali, il business dei cavi sottomarini e delle connessioni high-voltage è più centrale che mai.

L’azienda sta quindi beneficiando di tendenze settoriali favorevoli, tra cui anche i dazi statunitensi sul rame, che potrebbero portare un ulteriore potenziale beneficio di €500M nel 2026 e l’aumento della domanda di infrastrutture per la transizione energetica.

Il titolo sembra ora subire leggere prese di profitto, ma è normale dopo una corsa del +30% annuo.

 

ERG: la scommessa verde (ma con fondamenta solide)

ERG è una delle realtà più solide nel panorama delle energie rinnovabili italiane.
Ha trasformato un’eredità petrolifera in un business da miliardi basato su eolico e solare.

 

 

Dopo un picco del 5,58% questo mese, il titolo è ora scambiato ad un +2,63% rispetto inizio ottobre, seguendo un po’ gli scarichi che hanno subito tutti i mercati la scorsa settimana.

 

Ecco quindi perché ho deciso di seguire il suggerimento delle ProPicks di Investing PRO e prendere posizione su ERG?

  • Ha subito uno slancio di mercato interessante, con rendimenti elevati su tutti gli orizzonti temporali: 32% negli ultimi 6 mesi e 17% da inizio anno, posizionandosi vicino al massimo delle 52 settimane.

  • BofA Securities ha recentemente migliorato il rating di ERG SpA a “BUY” con un target price di €23, citando “minore intensità di investimento e maggiore potenziale di reddito” che possono generare rendimenti sostanziali

  • Dividendo previsto del 6% per il 2026.

  • Risultati del Q2 positivi con EBITDA in crescita dell’11% e un aumento dell’utile netto del 21% anno su anno.

  • Margine lordo del 75% e un margine operativo del 32%.

  • Scambiato ad una valutazione più attraente rispetto i competitor (9 volte il rapporto EV/EBITDA contro il 12x dei concorrenti).

 

La cosa interessante è l’espansione strategica della capacità rinnovabile di ERG SpA e l’attenzione all’elettrificazione, che la posizionano bene per una crescita futura sostenibile nella transizione energetica pulita.

Riassumendo, i bilanci non sono male, si posiziona bene rispetto i competitor ed è al centro del trend verso il green.

 

Moncler

Arriviamo ora al terzo e ultimo titolo che come ho detto ho scaricato dopo aver scoperto le implicazioni passate nel maltrattamento di animali.

Nonostante ciò, mostro a livello didattico le motivazioni per cui originariamente l’avevo inserita in portafoglio.

Il titolo si trova in una fase di correzione probabilmente dovuta in parte alla volatilità del settore luxury a livello globale.

I mercati del resto stanno “scontando” un rallentamento dei consumi in Cina, ma il brand continua a crescere nei segmenti high-end.

E questo è stato uno dei motivi per cui avevo deciso di inserirlo: la società continua a macinare utili e margini sopra la media, nonostante il ribasso del titolo.

 

 

In ribasso da inizio mese del 3,12%, l’ho acquistata ad un prezzo medio di €50,92, incassando così una perdita al momento della stesura di questo articolo del 4,6%.

 

Ecco dunque perché l’avevo inserita in portafoglio:

  • Come anticipato, buona redditività: margine lordo del 78% e un margine operativo del 29%, superando significativamente le medie del settore.

  • Solido bilancio che include €981 milioni di liquidità netta, in aumento rispetto agli €846 milioni di giugno 2024.

  • Gli analisti indicano un potenziale rialzo del 6-15%, con molteplici target di prezzo tra €52-€58 rispetto all’attuale prezzo di negoziazione di €48.

  • Rendimento del dividendo del 2,6% con un tasso di crescita del 13% che offre agli investitori un’attraente componente di reddito (insieme al potenziale di apprezzamento del capitale).

 

Inoltre il brand si sta espandendo soprattutto nel canale DTC (Direct-to-Consumer) con negozi monomarca e piattaforme online, e con lo sviluppo della categoria calzature.

Inoltre si stanno focalizzando sui mercati ad alta crescita come Stati Uniti e Cina, dando buone prospettive future.

I dati sono dunque incoraggianti, ma come ho detto, quando ho scoperto degli episodi gravi di maltrattamento, ho preferito venderla ed incassare la perdita (in futuro farò sicuramente più attenzione anche a questo aspetto).

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Le performance delle posizioni di settembre

Prima di concludere, vorrei dare uno sguardo aggiornato ai titoli inseriti in precedenza, che continuano a rappresentare la “spina dorsale” del portafoglio.

 

  • Poste Italiane, che con il suo +13,09%, risulta ancora tra i migliori performer in portafoglio, spinta da utili record e dividendo superiore al 5%.

  • Banco BPM, con un +5,82% ci conferma solidità e di gestione eccellente del ciclo dei tassi.

  • Unipol Assicurazioni: +8,98%, un colosso silenzioso ma costante.

  • Saipem → +3,81%, con benefici diretti del ciclo energetico globale.

  • Hera → +5,50%, un “titolo tranquillo” ma che continua a fare il suo lavoro.

  • ERG, Pirelli, Prysmian Group e Interpump Group in calo, ma ancora con buon potenziale.

 

Nel complesso, le posizioni ancora aperte di settembre hanno un rendimento medio di circa +3% questo mese.

 

Le vendite: perché chiudere è importante quanto comprare (+6,21%)

Vendere è un atto emotivamente difficile, ma essenziale in un portafoglio finanziario.

Come dico sempre: comprare è facile, è vendere che è difficile (soprattutto se si fa l’errore di “innamorarsi” dei titoli acquisiti).

Ecco dunque le due operazioni chiuse ad ottobre (e perché):

 

Banca Mediolanum (+16,8)

Venduta con un ottimo profitto del +16,8%, questa è stata una scelta puramente strategica, poiché il titolo aveva già raggiunto il target che mi ero prefissato e stava iniziando a presentare segnali di consolidamento, dopo la forte crescita dei mesi passati.

 

In particolare:

  • Il prezzo al momento della vendita intorno ai €17 si collocava molto vicino al massimo delle 52 settimane e con una potenziale sopravvalutazione del ~20%

  • La performance recente ha rallentato rispetto al forte guadagno da inizio anno superiore al 54,5% (indicando una possibile perdita di slancio).

 

La società mantiene comunque solidi fondamentali con una crescita dei ricavi del 15,8%, un attraente rendimento da dividendo superiore al 5%, il tutto condito da un eccellente margine operativo del 64%.

Ma allora perché vendere? Questa decisione riflette una semplice rotazione di portafoglio, ho quindi preferito incassare e liberare liquidità per nuovi ingressi in società più “sottovalutate” e quindi con un rapporto rischio-beneficio più vantaggioso.

 

Recordati (-4,38%)

Chiusa con una perdita del -4,38%, è stata una di quelle decisioni drastiche, ma necessarie. Il titolo non stava performando come mi aspettavo e dopo un paio di mesi di rallentamento, ho preferito girare il capitale altrove.

 

Ecco cosa mi ha spinto a cederla:

  • Valutazione elevata con un P/E di 27,2 e un rapporto PEG di 5,1 (questo indica che gli investitori stanno potenzialmente pagando più del dovuto il titolo).

  • Gli utili del Q2 2025 hanno deluso le aspettative a causa dell’aumento dei costi operativi legati ai lanci di prodotti e alle spese di ristrutturazione una tantum

 

L’azienda mantiene comunque solidi fondamentali, con una sana crescita dei ricavi dell’11,5% e forti margini di profitto (margine operativo del 28,3%). Ecco perché l’ho definita una decisione “drastica ma necessaria”.

Ancora una volta, si tratta di una semplice rotazione di capitali verso posizioni più attraenti, non una vendita scatenata da chissà quale evento o crollo incredibile.

Nel complesso, il rendimento medio delle vendite è stato positivo del +6,21%, ottobre quindi ci ha portato in tasca un buon rendimento.

 

Le lezioni pratiche di ottobre

Ecco dunque le lezioni da portarci a casa questo mese:

  1. L’Italia sa ancora sorprendere.
    I rendimenti medi del portafoglio, in un contesto europeo e mondiale complicato, dimostrano che anche il nostro mercato può offrire opportunità interessanti (se si seleziona con metodo).

  2. Le banche restano cicliche, ma ancora centrali.
    BPM e Unipol dimostrano che il settore finanziario e dell’assicurazione italiano è tutt’altro che maturo.

  3. Vendere è un atto di lucidità.
    Chiudere posizioni, soprattutto in perdita, a volte può far male, ma potrebbe essere necessario.

    Idem per posizioni in profitto e che sembrano non vogliano fermarsi: “E se chiudo e poi sale ancora?” Oppure, “e se non chiudo e poi crolla?”.

    Pensa alla vendita come ad un atto di riallocazione efficiente del portafoglio, se la vedi così, non ti farai più queste domande.

 

Alla fine investire è una palestra di decisione, analisi e autocontrollo in cui ogni operazione — buona o cattiva — ti insegna qualcosa:

  • La pazienza è un’abilità

  • La disciplina batte l’intuizione

  • E che nessuno, neanche l’AI, può sostituire il tuo giudizio.

 

L’AI di Investing PRO mi fa risparmiare un sacco di tempo perché mi offre mensilmente l’elenco dei titoli più interessanti da acquisire e da vendere, ma sono poi io ad analizzarli e scegliere su quali posizionarmi.

Uso i ProPicks quindi solo per scremare velocemente i tioli più interessanti e poi scelgo quali inserire in portafoglio e quali no. Questo è quello che fa la differenza nel lungo termine.

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Nel complesso questo portafoglio che stiamo costruendo insieme mese dopo mese, oggi vale più di quanto valesse un mese fa, e questo è ottimo!

Ma la cosa più importante rimane il processo. Il processo che giorno dopo giorno, ci fa imparare e crescere come investitori.

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Riguardo all'autore

Stefano Demasi

Stefano Demasi è un punto di riferimento italiano nel mondo della finanza e degli investimenti.

Seguìto da una community in continua crescita di investitori e appassionati, Stefano ha trasformato la sua passione in un vero movimento di educazione finanziaria.

Attraverso contenuti chiari, aggiornati e pragmatici, ha aiutato centinaia di persone a comprendere come muoversi nel mondo di Bitcoin e negli investimenti, trasformando teorie complesse in azioni concrete e profittevoli.

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