(e perché)
La maggior parte delle persone legge di finanza, guarda grafici e ascolta esperti in TV.
E questo va bene, ma il vero gioco non è nella teoria: è nella pratica.
La vera partita sta nelle decisioni quotidiane che fai quando clicchi “compra” o “vendi” nel tuo portafoglio.
In un precedente articolo (questo qui), ho mostrato il mio portafoglio speculativo costruito con l’aiuto dell’AI di Investing PRO, che solo ad agosto ha reso circa un 12%.
Ora vorrei portare un aggiornamento sull’andamento attuale e le nuove posizioni inserite.
Ad inizio settembre ci sono state nuove aggiunte strategiche al portafoglio e qualche vendita.
Non tutte le mosse sono state perfette, ma il bilancio complessivo è ancora positivo.
Le nuove aggiunte di settembre: la scommessa sull’Italia che produce
In un contesto di tassi ancora alti, inflazione che rallenta ma non scompare, e banche centrali che mantengono il freno a mano tirato, la vera scommessa è trovare aziende solide, con fondamentali chiari e una traiettoria definita.
Ecco quindi i cinque titoli che ho inserito in portafoglio a settembre:
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Hera (+0,03% al momento della stesura di questo articolo)
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Unipol (+0,09% al momento della stesura di questo articolo)
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Saipem (+0,80% al momento della stesura di questo articolo)
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Pirelli (+3,58% al momento della stesura di questo articolo)
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Banco BPM (+10,29% al momento della stesura di questo articolo)
Il rendimento medio di queste nuove posizioni aperte ad inizio settembre è quindi fino ad ora del +2,96%.
Nel complessivo in portafoglio ci sono i seguenti titoli:

Analizziamole ora una per una, così che tu possa avere una chiara idea delle motivazioni che mi hanno portato a puntare su questi titoli.
NB. Questo che ti sto mostrando è un portafoglio speculativo, quindi le posizioni che sto acquisendo non è detto che rimarranno lì a lungo, anzi molte volte le tengo solo un mese, seguendo il ribilanciamento proposto dall’AI di Investing PRO.
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Banco BPM: la sorpresa bancaria
Ecco il campione del mese suggerito dall’AI di Investing PRO e che dopo un’attenta analisi ho deciso di aggiungere in portafoglio.

Il titolo ci ha dato molte soddisfazioni, raggiungendo un picco del +10,29% da inizio settembre ad oggi.
Ora è in fase di scarico ma ancora in portafoglio. Acquistato ad un prezzo medio di €11,59, è ora scambiato a €12,61 quindi in positivo dell’8,88%.
Perché ho deciso di seguire il suggerimento delle ProPicks di Investing PRO e prendere posizione su BPM?
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Il titolo ha generato rendimenti notevoli (119% nell’ultimo anno, 59% da inizio anno) mantenendo al contempo fondamentali impressionanti.
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I ricavi stanno crescendo in modo robusto (19% negli ultimi dodici mesi, 23% trimestralmente) con un recente balzo degli utili nel Q2 a €704M (in aumento dell’85% anno su anno) dopo l’acquisizione strategica di Anima Holding.
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Valutazione attraente con un rapporto P/E di soli 7,4 e Price/Book di 1,2
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Rendimento da dividendo dell’8,6% (in crescita del 27%)
Il recente aumento della partecipazione di Credit Agricole al 20,1% fornisce un’ulteriore conferma, mentre i numerosi aumenti dei target price da parte degli analisti riflettono la crescente fiducia nella posizione strategica di BPM nel settore bancario italiano.
Inoltre le banche italiane, dopo anni di difficoltà, stanno ora vivendo una nuova giovinezza, altro punto a favore per questo posizionamento.
Pirelli: la resilienza di un marchio globale
Pirelli è più di una casa di pneumatici, è un brand globale, sinonimo di tecnologia, performance e made in Italy.

Con un +4,14% da inizio mese ad oggi, dimostra che i brand forti vincono anche in contesti macro difficili.
Il prezzo medio di acquisto è stato in questo caso di €5,81 ed il titolo è attualmente scambiato a €6,06, con un incremento appunto del 4,14%.
Ma perché tra le proposte delle ProPicks di Investing PRO ho scelto di prendere posizione su Pirelli?
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P/E modesto di 11,8 e un rapporto prezzo/valore contabile di appena 1,05
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Pirelli offre un valore significativo rispetto ai concorrenti, garantendo al contempo solidi rendimenti (11,5% nell’ultimo anno).
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L’azienda dimostra una redditività ottima con un margine lordo del 68,9% e un margine operativo del 12,9%, sostenuti da un cambiamento strategico verso prodotti di maggior valore (ora l’80% dei ricavi).
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Le politiche favorevoli agli azionisti brillano con un generoso rendimento da dividendi del 4,3% e un notevole tasso di crescita dei dividendi del 26,3%.
Inoltre, nonostante le sfide valutarie, Pirelli mantiene il suo obiettivo di margine del 16%, mentre le stime del fair value degli analisti oscillano tra i €7-7,5, suggerendo un potenziale rialzo di circa il 20% rispetto ai livelli attuali.
Il mercato delle auto cambia, l’elettrico avanza, ma una cosa rimane: le auto hanno bisogno di gomme, e Pirelli continua a dominare quel segmento premium per di più con ottimi margini.
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Saipem: l’energia che torna di moda
Quando il mondo ha deciso di correre verso la transizione green, tutti hanno sottovalutato una verità banale: senza energia non c’è crescita.
Saipem, con la sua ingegneria e le sue commesse nel settore oil & gas, è tornata a far parlare di sé.
In poche settimane ha segnato un +0,80%, ma attualmente si trova ad appena uno 0,04% .

Poco? Sì, ma perché allora ho scelto di prendere posizione?
Saipem viene da anni difficili e oggi cavalca un ciclo favorevole di investimenti energetici globali. Dai un’occhiata infatti a come si è comportato il titolo nell’ultimo anno, rispetto al crollo del 2022.

Dal 2012 infatti Saipem è crollata da un picco di €122 ai €2,37 attuali.
Ci ho messo un po’ a decidermi di acquisirla, non ero molto convinto, però i dati che sto per mostrarti mi sono sembrati interessanti:
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Il titolo mostra un notevole slancio con rendimenti del 34% su un anno e del 25% su sei mesi, superando significativamente i benchmark più ampi del mercato.
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Rapporto P/E di 13,6 e un rapporto PEG di soli 0,5, suggerendo che il titolo è sottovalutato rispetto al suo potenziale di crescita.
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Crescita dei ricavi di circa il 18% e la crescita dell’EBITDA di circa il 29% dimostrano un forte slancio aziendale e una migliore efficienza operativa.
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JPMorgan ha recentemente nominato Saipem SpA come sua prima scelta nei servizi petroliferi europei, evidenziando il suo forte portafoglio ordini e il potenziale di recupero dei margini.
La prossima fusione con Subsea 7 (che dovrebbe generare €300 milioni in sinergie) presenta un potenziale di rialzo aggiuntivo oltre agli attuali target degli analisti di €3,17 (35% sopra il prezzo attuale).
Alla luce di questi dati, ho deciso di piazzare la mia scommessa entrando ad un prezzo medio di €2,33.
Unipol: l’assicuratore anticiclico
Unipol è un gigante nascosto che non ha sicuramente bisogno di presentazioni.
Titolo sicuramente poco sexy agli occhi del mercato, ma con un business che regge bene anche nei cicli difficili.
L’assicurazione è del resto un settore interessante, con generalmente dei buoni ritorni.
Da inizio mese Unipol non se la sta passando bene, siamo ad un -3,55%, ma ci sono tutte le carte in regola per un recupero.
Con un prezzo medio di acquisto di €17,2, ora è scambiato a €17,24, quindi con un modesto profitto dello 0,2%.

Nell’ultimo anno il titolo è in positivo del 47%, quindi perché ho scelto di inserirla in portafoglio proprio ora, seguendo il suggerimento delle ProPicks di Investing PRO?
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P/E di 11 con un P/E forward di soli 7,3, sicuramente molto attraente
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Generoso rendimento da dividendo del 4,9% dopo una notevole crescita dei dividendi del 123,7%.
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La salute finanziaria di Unipol continua a rafforzarsi, con l’EBITDA in crescita del 30,2% e il suo rapporto di Solvency II migliorato al 218% nel Q1 2025.
Numerosi upgrade degli analisti supportano la mia prospettiva rialzista, con Berenberg che ha recentemente alzato il target price a €19,60 e Fitch che ha migliorato il rating creditizio di Unipol ad ‘A’.
La società è dunque strategicamente posizionata nel mercato assicurativo italiano in fase di consolidamento, dove i primi quattro assicuratori controllano circa il 75% della quota di mercato, sostenendo quindi forti margini futuri.
Per questi motivi ho supposto che ci possa ancora essere posto per puntarci sopra.
Hera: l’ultima, ma non per importanza
Hera è l’archetipo della utility italiana. Margini abbastanza solidi, business regolato, dividendi interessanti.
Non esploderà mai come una tech stock, ma proprio per questo è un titolo che ti permette potenzialmente di dormire tranquillo.

Da inizio mese il titolo è abbastanza laterale, quindi con un rendimento quasi piatto. La posizione è abbastanza stabile.
Acquistata ad un prezzo medio di €3,67, dopo 17 giorni è ancora a questo livello, ma con punte a €3,7.
Perché Hera è entrata nel nostro portafoglio speculativo made in Italy?
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Rapporto P/E di soli 10,5 e un rapporto PEG notevolmente basso di 0,45. Questo ci dice che il titolo è potenzialmente sottovalutato rispetto alle sue prospettive di crescita.
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L’azienda dimostra una buona crescita dei ricavi dell’11% negli ultimi dodici mesi, accompagnata da una solida crescita dell’EBITDA dell’8,5%, evidenziando una forte esecuzione operativa.
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Rendimento da dividendi del 4,1% e una crescita dei dividendi del 7,1%
Il titolo è attualmente scambiato al di sotto del fair value target degli analisti di €4,1, offrendo un potenziale rialzo di circa il 12% con rendimenti da inizio anno di quasi l’11%.
Inoltre i recenti sviluppi positivi includono alti posizionamenti ESG (2° nell’ESG Identity Corporate Index 2025) e acquisizioni strategiche, posizionando bene l’azienda per una crescita sostenibile a lungo termine.
Questi sono dunque i nuovi titoli aggiunti in portafoglio, vediamo ora quelli venduti.
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Le vendite: perché chiudere è importante quanto comprare
Comprare è facile. Vendere è difficile.
Perché quando vendi, sei obbligato a confrontarti con i tuoi errori e con le tue emozioni. Ecco dunque i titoli che ho venduto a settembre:
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Nexi: comprata in due tranche, una al prezzo di 5,25€ e l’altra ad un prezzo di 4,93€, venduta totalmente a 5,4€ con un rendimento del +6,09%
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Webuild: presa a 4,18€ e venduta in perdita a 3,83€ → -8,37%
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Prysmian: presa a 73,86€, chiusa a 75,44€, in profitto del +2,14%
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MFE: presa a 3,93€, chiusa a 4,5€ con un ottimo rendimento del +14,50%
Il rendimento medio complessivo delle vendite è stato dunque del +3,59%, ma rimangono ancora in portafoglio titoli come Mediolanum e Poste Italiane, ad oggi in profitto del 10%-16%.
Cosa ci insegnano questi dati
Se mettiamo insieme i numeri, la fotografia è chiara:
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Nuove titoli acquisiti a settembre → attualmente ad un +2,96% medio
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Titoli venduti → +3,59% medio
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Ritorno percentuale medio dei titoli ancora in portafoglio → +4,5% (escluso il realizzato del 3,59%)
Non sono numeri da “crypto millionaire”, ma sono solidi, reali e soprattutto sostenibili. Non potevo aspettarmi di meglio da un semplice portafoglio speculativo su titoli italiani.
Lezioni pratiche da portare a casa
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Non serve avere sempre ragione. Webuild è stata una perdita, ma ciò che conta è il portafoglio complessivo, che resta positivo.
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I brand contano. Del resto stiamo acquistando business, non pezzi di carta, quindi attività come Pirelli e MFE hanno dimostrato che la forza di un marchio può generare ritorni rapidi.
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Le banche sono cicliche. BPM lo dimostra: quando i tassi si muovono, i margini esplodono.
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La pazienza paga. Nexi non era un titolo entusiasmante, ma con pazienza, ha comunque generato valore.
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Non innamorarti dei titoli. Il mercato non ha emozioni, e nemmeno tu dovresti.
Alla luce di tutto ciò, mi sento di dire che la vera vittoria non è nel +10% di BPM o nel +14% di MFE, ma piuttosto nel capire che mese dopo mese, decisione dopo decisione, si sta costruendo un portafoglio che lavora per noi.
Anche se stiamo parlando di un portafoglio puramente speculativo e quindi molto dinamico, affiancato a quello mio long term, porta sicuramente ritorni interessanti.
Per costruire e portare avanti questo portafoglio mese dopo mese, uso l’AI di Investing PRO che mi offre mensilmente l’elenco dei titoli più interessanti da acquisire e da vendere.
Personalmente uso i ProPicks di investing per scremare velocemente i tioli italiani più interessanti e poi, dopo averli analizzati singolarmente, scelgo quali inserire in portafoglio e quali no.
Oggi il mio portafoglio è più snello, più concentrato e con basi solide. Domani sarà diverso, perché il mercato cambia, ma le lezioni imparate restano.
E la lezione finale è questa: non serve prevedere il futuro.
Serve avere un sistema che ti permetta di reagire al presente.









