La Cina ha appena commesso un grave errore

Ma ci sono buone notizie per te…

La Cina ha appena commesso il suo secondo errore fatale negli ultimi 150 anni – uno di quegli errori che potrebbe costarle il potere globale per il prossimo secolo.

Ma perché dovrebbe interessarti?

Perché questo cambiamento di potere sta accelerando l’adozione di un nuovo sistema monetario che è ancora nelle sue fasi iniziali – con la maggior parte delle istituzioni e dei Paesi che non vi sono ancora entrati.

Lascia che ti spieghi ciò che quasi nessuno sta guardando.

Ora colleghiamo i puntini…

Il primo errore fatale della Cina (1873)

Prima di vedere il secondo errore della Cina e come questo impatterà su ciascuno di noi, dobbiamo vedere quale fu il primo.

Era il 1873, un momento storico in cui il sistema monetario mondiale subì un cambiamento drammatico.

  • L’Impero tedesco abbandonò l’argento per l’oro.

  • La zecca di Parigi limitò la coniazione di monete d’argento.

  • Il Congresso degli Stati Uniti iniziò a eliminare gradualmente la valuta cartacea, sostituendola con dollari d’oro.

  • Il Regno Unito era già sull’oro.

Entro la fine degli anni ’70 dell’Ottocento, l’argento – che fino al 1873 era stato alla pari con l’oro – divenne una valuta secondaria, usata perlopiù dai “Paesi periferici”.

Ma mentre tutti passavano dall’argento all’oro, la Cina decise di restare sull’argento.

E fu devastante per loro.

Tra il 1873 e la fine del decennio, l’argento si deprezzò del 20% e il potere d’acquisto nazionale della Cina crollò del 30% – un enorme declino del tenore di vita.

Nel 1933, il governo cinese gettò finalmente la spugna, nazionalizzò l’argento rimasto e spostò il Paese su uno standard di valuta cartacea.

Ma ormai il danno era fatto.

La Cina aveva perso la sua posizione di potenza mondiale dominante ed era diventata una nazione periferica.

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100 anni per recuperare

La Cina da quel momento ha accumulato oro a un ritmo serrato cercando di tornare allo standard aureo.

Dal 2007 è il maggior produttore di oro al mondo. Circa il 15% di tutto l’oro estratto globalmente, è cinese.

Solo l’anno scorso ha prodotto 380 tonnellate, cioè il 20% in più rispetto all’Australia (il secondo produttore mondiale).

E la cosa più importante è che la Cina non consente l’esportazione dell’oro estratto sul proprio territorio.

Tutto l’oro prodotto in Cina resta in Cina.

Ha anche acquistato miniere d’oro all’estero, prevalentemente in Africa, Sud America e in tutta l’Asia.

Ma non è solo il più grande produttore di oro al mondo, ma è anche il maggior importatore

Dal 2000 a oggi sono entrate nel Pese oltre 6.000 tonnellate.

Si stima quindi che la Cina possa possedere tra le 20.000 e le 30.000 tonnellate d’oro e quindi molto più delle 8.133 tonnellate ufficialmente dichiarate degli Stati Uniti e custodite a Fort Knox.

Si vocifera che la Cina stia preparando il terreno per uno yuan garantito dall’oro che potrebbe sfidare il dominio del dollaro.

Stiamo parlando di un ritorno al gold standard, voluto non solo dalla Cina, ma anche da molti altri paesi dei BRICS.

Fino a qui, dirai, non sembra esserci alcun errore.

Cioè stanno accumulando oro e questo è un bene.

L’ironia è che proprio mentre diventa una potenza aurifera, il mondo si sta muovendo verso…

Un nuovo sistema monetario (Bitcoin)

Il Bitcoin è emerso come l’asset con la miglior performance al mondo – il bene digitale più scarso e sempre più riconosciuto come un eccellente riserva di valore.

Se guardiamo la storia evolutiva monetaria, vediamo che si tratta di un processo:

  1. Qualcosa diventa un oggetto da collezione

  2. Poi, alcuni di questi oggetti diventano riserva di valore

  3. Infine, se questi oggetti possiedono le giuste caratteristiche (portabilità, durabilità, divisibilità, riconoscibilità, fungibilità), possono diventare un mezzo di scambio, diventare “moneta”

Il Bitcoin è nato come oggetto da collezione, ma oggi il governo degli Stati Uniti lo considera una riserva di valore e lo sta includendo nelle proprie riserve strategiche.

Stiamo assistendo a un ciclo di adozione tecnologica della durata di 50 anni, dove oggi si possono distinguere chiaramente due fasi:

  • 2010–2020: la fase retail (ora conclusa)

  • 2020–2030: la fase istituzionale in cui entrano Wall Street, le corporazioni e le nazioni sovrane

Ed è proprio qui che la Cina ha commesso il suo…

Secondo errore fatale

La Cina un tempo deteneva oltre il 60% dell’hash power di Bitcoin nel proprio Paese.

Ma, con la sua mentalità di scarsità e l’approccio protezionista, ha bandito il Bitcoin più volte. Per essere precisi ben 13 volte dal 2012.

Nel caso dell’oro, la loro politica era: “estrai quanto vuoi, ma vendilo a noi“.

Se avessero applicato la stessa strategia al mining di Bitcoin, invece che bandirlo completamente dal Paese, oggi sarebbero seduti su un’autentica minierà d’oro… anzi no, di Bitcoin.

Ma dove è andato a finire tutto quel mining?

Dai competitor.

Una grossa percentuale si è infatti trasferita negli Stati Uniti, in particolare in Texas, dove le tasse e il costo dell’energia per estrarre Bitcoin, consentono degli ottimi ritorni.

Gli Stati Uniti sono diventati il principale beneficiario dell’errore della Cina.

Donald Trump ha definito il Bitcoin un’iniziativa strategica per far sì che gli Stati Uniti diventino la potenza dominante mondiale, con la filosofia:

“Crealo qui, conservalo qui.”

Cioè esattamente la politica che ha la Cina con l’oro.

Ora alcune delle persone più influenti del mondo stanno sostenendo il Bitcoin:

  • Larry Fink (CEO BlackRock, il più grande gestore di asset del mondo) dice: “Il Bitcoin è un bene di riserva di valore.”

  • Scott Bessent (Segretario al Tesoro USA): “Il Bitcoin è una riserva di valore.”

  • Howard Lutnick (Segretario al Commercio e CEO Cantor Fitzgerlad): “Il Bitcoin crescerà molto man mano che le istituzioni entreranno.”

E a proposito, ho parlato in dettaglio del piano di Howard Lutnick che potrebbe far aumentare di 10 volte il prezzo del Bitcoin in poco tempo. Trovi il video qui:

 E anche la famiglia Trump sta passando dagli investimenti immobiliari al Bitcoin.

Gli Stati Uniti, con la loro posizione dominante nel mondo, hanno reso il Bitcoin un asset di riserva strategico e si sono posizionati per l’adozione del Bitcoin come riserva globale.

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L’ascesa delle istituzioni: il Bitcoin entra nel mainstream finanziario

Il 2025 ha segnato un punto di svolta nell’adozione istituzionale del Bitcoin. Società come Twenty One Capital, supportata da Tether, Bitfinex e SoftBank, hanno annunciato piani per detenere oltre 42.000 BTC, diventando così il terzo più grande detentore aziendale di Bitcoin a livello globale.

E non si può non menzionare gli ETF, che hanno raccolto e raccoglieranno ancora capitali dagli investitori istituzionali di tutto il mondo.

Dal lancio di questi ETF nel gennaio del 2024, sono stati registrati afflussi per oltre 36 miliardi di dollari, con prodotti come ARK 21Shares e i fondi Bitcoin di Blackrock e Fidelity in prima linea.

La corsa globale alle riserve di Bitcoin

L’iniziativa degli Stati Uniti però ha iniziato anche ad ispirare altri Paesi, che ora stanno considerando l’adozione di riserve strategiche di Bitcoin.

Parliamo di paesi come l’Argentina, il Brasile, Hong Kong, il Giappone e la Repubblica Ceca che hanno proposto legislazioni per consentire alle proprie banche centrali di detenere Bitcoin come parte delle riserve nazionali.

In particolare il Giappone ha annunciato piani per esplorare la diversificazione delle proprie riserve attraverso l’acquisto di Bitcoin, mentre la Repubblica Ceca sta considerando di allocare fino al 5% delle proprie riserve in BTC.

Stiamo parlando di tonnellate di denaro, e ancora molte delle aziende, fondi pensionistici e istituzioni ancora non si sono espresse.

Come ho detto siamo immersi in un ciclo di 50 anni che potrebbe vedere Bitcoin fare cose che oggi è difficile immaginare.

Tradizionalmente il ciclo di 50 anni si sviluppa così:

  • Fase 1: Collezione, l’asset è un bene raro e alcuni iniziano ad accumularlo

  • Fase 2: Molti iniziano ad interessarsi e diventa “riserva di valore”

  • Fase 3: Diventa “mezzo di scambio”

  • Fase 4: Diventa “Unità di conto”

I primi due punti del ciclo li abbiamo visti ma li riprendo per mostrarti i prossimi potenziali in accordo a questo ciclo di 50 anni:

  1. 2010–2020: la fase retail (ora conclusa)

  2. 2020–2030: la fase istituzionale in cui entrano Wall Street, le corporazioni e le nazioni sovrane

  3. 2030-2040: Punto di svolta, il crash e la ricomposizione istituzionale

  4. 2040-2050: Bitcoin è mezzo di scambio

  5. 2050-2060: Bitcoin è “Unit of Account”, cioè l’unità di conto, ciò che utilizziamo per misurare e esprimere il valore economico di qualcosa.

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Cosa significa tutto questo per te?

Stiamo vivendo una trasformazione epocale nel sistema monetario globale e il Bitcoin, una volta considerato un esperimento digitale, è ora al centro delle strategie economiche di nazioni e istituzioni.

Possedere Bitcoin oggi non è solo un investimento, è una dichiarazione di partecipazione attiva a questa nuova era finanziaria.

Mentre la Cina si trova a dover affrontare le conseguenze delle sue decisioni passate, altre nazioni stanno capitalizzando sull’opportunità di guidare l’adozione del Bitcoin.

Non escludo che la Cina non faccia marcia indietro sulle sue scelte e a questo punto, ti lascio immaginare che cosa possa succedere. Abbiamo avuto un assaggio sulla crescita dell’oro di questi ultimi due anni.

Ora la domanda è: dove vuoi essere tu in questa rivoluzione?

Conclusione: il momento di agire è ora

La storia ci insegna che le grandi transizioni offrono opportunità senza precedenti per coloro che sono pronti a coglierle.

Il Bitcoin rappresenta secondo me una di queste opportunità.

Con l’adozione istituzionale in aumento e le nazioni che lo integrano nelle proprie riserve strategiche, lo scenario a cui stiamo andando incontro sembra più che chiaro.

Il mio consiglio (non finanziario) per te, è di non aspettare che siano gli altri a dettare le regole del nuovo sistema finanziario.

Informati, educati e considera come il Bitcoin può far parte della tua strategia finanziaria per il futuro.

Intanto ti lascio questo approfondimento che ho fatto un po’ di tempo fa e che credo possa tornarti utile se ancora non l’hai visto.

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Riguardo all'autore

Stefano Demasi

Stefano Demasi è un punto di riferimento italiano nel mondo della finanza e degli investimenti.

Seguìto da una community in continua crescita di investitori e appassionati, Stefano ha trasformato la sua passione in un vero movimento di educazione finanziaria.

Attraverso contenuti chiari, aggiornati e pragmatici, ha aiutato centinaia di persone a comprendere come muoversi nel mondo di Bitcoin e negli investimenti, trasformando teorie complesse in azioni concrete e profittevoli.

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