Ecco come un asset sta Risucchiando soldi dal Mercato Globale
“Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito,”
-Proverbio Cinese
Questa frase non è mai stata tanto vera come oggi.
In questo momento, mentre leggi queste righe, si sta ingrandendo il buco nero finanziario più grande della storia recente, ma indovina un po’?
Tutti stanno fissando il dito.
Tutti guardano Bitcoin fare su e giù, si perdono in indicatori e ciclica, ma non è lì che dovrebbero guardare.
Un gigantesco buco nero è ormai aperto, ed è questo che bisognerebbe tenere d’occhio.
Ti sto parlando di una rotazione del credito da 300 Trilioni di dollari, e il 99% degli investitori non ne ha la minima idea.
Wall Street? Distratta.
Gli analisti? Concentrati sulle solite metriche.
Gli investitori tradizionali? Intrappolati in vecchie regole e obblighi normativi.
Eppure, la più grande trasformazione del mercato finanziario mondiale è già iniziata.
Ed è tutta incentrata su Bitcoin.
Non importa che tu sia pro o contro BTC, non puoi permetterti di ignorare ciò che sta succedendo, perché farlo, ti costerebbe caro.
Come abbiamo detto, tutto è incentrato su Bitcoin, ma non per le ragioni che credi.
In questo articolo non ti parlerò come fanno tutti dei suoi sali-scendi, ti parlerò invece della finanza tradizionale, e in particolare delle aziende che stanno acquistando Bitcoin.
Perché contrariamente a quanto si dica, questo non è solo un gioco speculativo (come vogliono farti credere gli incravattati di Wall Street) e non è neppure l’ennesima bolla destinata a scoppiare.
Queste Bitcoin Treasury Companies non sono uno stratagemma per far cassa velocemente, ma sono strumenti finanziari chirurgicamente progettati.
Ogni azienda di questo nuovo ecosistema agisce come una cannuccia che lentamente, ma inesorabilmente, succhia capitali dal mercato del credito tradizionale e li trasforma in Bitcoin.
Il tutto sfruttando una verità semplice quanto potente: il sistema attuale è rotto.
Il Problema Nascosto nel Mercato del Credito Globale
Partiamo da una verità sconvolgente e ignorata da molti: il 52% dei fondi pensione aziendali statunitensi sono legalmente obbligati a detenere titoli a reddito fisso.
E questo ripeto non perché lo vogliono, ma perché devono.
Ad esempio rispetto al 2009, i fondi pensione hanno gradualmente spostato fondi dai titoli azionari verso le obbligazioni, e stiamo parlando di ben 14 punti percentuali, non di qualche spiccio.

Il numero di piani pensionistici che detiene oltre la metà degli asset in obbligazioni è letteralmente triplicato e questo non riguarda solo i fondi pensione:
Il mercato delle obbligazioni municipali USA vale 4 trilioni di dollari e le compagnie assicurative devono per legge classificare ogni obbligazione municipale non valutata.

Gli assicuratori di proprietà, detengono $263 miliardi in obbligazioni municipali mentre gli assicuratori sulla vita ne detengono $218 miliardi.
Perché?
Ancora una volta, obblighi normativi da un lato e agevolazioni fiscali dall’altro, ma di fatto è tutto un modo per dirigere liquidi dove interessa al governo.
Intanto il debito globale ha colpito i $315 trilioni di dollari con una crescita del 21% dal 2020.

Giusto per fare un confronto, la capitalizzazione totale dell’oro è di 22,5 trilioni di dollari, quindi stiamo parlando di un debito che supera di 14 volte la capitalizzazione del gold e di 136 volte quella attuale di Bitcoin.
Questa è la mole di liquidità bloccata nel debito.
E nel frattempo, la massa monetaria M2 negli USA è passata da 4,7 trilioni nel 2000 a 22 trilioni oggi, una crescita del 467%.

E dato che in realtà l’aumento della massa monetaria coincide con l’inflazione, stiamo parlando di una svalutazione monetaria intorno al 10% l’anno (altro che il 2% che raccontano).
La cosa assurda è che questi investitori sono intrappolati in asset che rendono a malapena il 3%… prima delle tasse: da un lato il loro denaro perde il 10% all’anno, dall’altro riescono a recuperare se va bene un 3% netto.
Tradotto: perdono costantemente soldi.
Un disastro annunciato, una spirale discendente legalmente obbligata.
Ovviamente i fondi pensione vogliono uscire da questa prigione, così come le compagnie assicurative.
Nessuno vuole perdere soldi.
Vogliono uscirne ma sono bloccati dai regolamenti. Almeno, lo erano fino ad oggi.
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Il Mercato del Credito è Rotto, Ma Nessuno Vuole Vederlo.
Ti ricordi il 2008? I famosi CDO (Collateralized Debt Obligations) che dovevano essere investimenti sicuri?
Parliamo di AAA…in apparenza.
In realtà questi strumenti erano legati a mutui subprime (prestiti ad alto rischio) e quando molti mutuatari non riuscirono a ripagare, i CDO si mostrarono per quel che erano: un’accozzaglia di immondizia impacchettata ad arte per essere “digeribile”.
La storia ci dice che persero rapidamente valore, contribuendo al collasso del sistema finanziario.
Il 50% di quelle tranche AAA è stato declassato a “junk”, cioè immondizia.

L’immagine qui sopra spiega tutto ancora meglio delle parole.
Oggi siamo nella stessa situazione, ma peggiore:
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Il credito commerciale vale $16,4 trilioni.
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Sul debito sovrano non calco la mano, ma siamo a $12,3 trilioni di nuovo indebitamento solo quest’anno.
Ancora una volta, obbligazioni municipali, debito corporate, titoli ipotecari… tutto ben impacchettato, infiocchettato e poi riciclato.
Nessuno ormai sa più cosa contenga davvero. Tutto è esattamente come nel 2008, solo più in grande.
I CDO hanno toccato i $2 trilioni prima di implodere, mentre oggi il mercato del credito è 50 volte più grande.
Intanto gli investitori obbligati a farlo, continuano a comprare.
Comprano qualcosa di cui non possono avere piena conoscenza e sì, ricevono rendimenti, ma a quale rischio?
Mentre i costi del servizio del debito sono ai massimi degli ultimi 20 anni, i rendimenti restano ridicoli.

Dal 2020 al 2024 i costi sono passati dal minimo al massimo, ma gli investitori sono ancora obbligati a comprare.
Lo chiamano “investimento”, io invece la chiamo auto-distruzione normativa.
Ecco cosa Wall Street non vuole che tu conosca
Arriviamo ora ad un tasto dolente, cioè i margini.
Il margine medio di gestione per BlackRock sui fondi obbligazionari oscilla tra lo 0,45% – 0,52% annuo. Un margine ridicolo.
Gli underwriter di obbligazioni municipali guadagnano solo il 3,7% a deal e ancora meno sui bond corporate.
Negli ultimi 15 anni i margini sono diventati sempre più sottili, tendendo a zero, a causa della guerra del prezzo tra i vari fondi.
Le banche stanno fuggendo: Citigroup e UBS hanno già abbandonato il business delle obbligazioni municipali poiché non è abbastanza profittevole.
Wall Street sta combattendo per le briciole.
Quando i margini sono così bassi, anche tagliando costi, rimane ben poco per innovare e così tutto si inchioda.
La Soluzione: Le Bitcoin Treasury Companies
Mentre Wall Street cerca di sopravvivere, un nuovo modello sta riscrivendo le regole.
Prendi MicroStrategy di Michael Saylor: hanno scoperto il modo di creare strumenti finanziari che:
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Pagano cedole da obbligazioni junk ad alto rendimento (8% – 10%).
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Ma sono classificati come investment grade (rating BBB o superiore).
E qui arriva la cosa interessante: le obbligazioni “investment grade” sono proprio ciò che i fondi pensione e le assicurazioni sono vincolate ad acquisire.
Ora diventa chiaro il posizionamento di Saylor: invece di garantire le obbligazioni con cashflow aziendali imprevedibili o tasse municipali, le garantiscono con… Bitcoin.
Ogni strumento emesso quindi è garantito da Bitcoin reali, custoditi e verificabili.
Parliamo di un asset con una crescita storica media del 65% annuo, non il ridicolo 3% a cui sono abituati questi fondi.
Ogni dollaro investito in questi strumenti genera in media margini 15 volte superiori a quelli della finanza tradizionale.
Gli Strumenti Già Esistono (e funzionano).
Ma ancora una volta, non si tratta di sola speculazione, si tratta di “prodotti”.
MicroStrategy per esempio ha creato diversi strumenti, ognuno pensato per una nicchia specifica:
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Strike (STRK): Per gli Income Investors, offre l’8% di dividendo annuale ed è convertibile in azioni Strategy.
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Strife (STRF): perpetual preferred stock senza scadenza che offre il 10% di dividendi, fintanto che Strategy rimane in piedi.
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Stride (STRD): simile a STRF ma specifico per i mandati istituzionali.
Ognuno di questi strumenti, è una cannuccia diversa che succhia capitali da un settore specifico.
Arrivati a questo punto, facciamo due conti spannometrici:
Bitcoin ha una media di ritorno annuale attualmente del 60% e Strategy paga al massimo il 10% di dividendi annuali. Ciò significa che ad occhio gli rimane un 50% di profitto.
Discorso ben diverso rispetto interessi del 3-4% dei bond sul credito e i margini sotto all’1% degli emittenti.
Parliamo di rendimenti 50 volte superiori al modello tradizionale di Wall Street.
Strategy non è un fondo di gestione, ma un “convertitore”, loro vogliono accumulare il denaro più forte mai creato, Bitcoin, drenando liquidità dal mercato.
Certo, abbiamo fatto un calcolo ad occhio, sicuramente non preciso e che non tiene conto di molte variabili, ma comunque rende l’idea della differenza rispetto il sistema tradizionale.
Oggi Strategy ha già accumulato oltre 592.000 Bitcoin (circa 62 miliardi di dollari), cioè possiede il 2,8% dell’intera offerta di Bitcoin globale, e ora può scalare.
Questa non è teoria ma execution industriale, un modello talmente interessante che molte altre aziende hanno annunciato di voler fare lo stesso, a partire da Trump Media e Game Stop.
E quando nasce un modello con un migliore rischio-rendimento, il mercato cosa fa? Ci si posiziona ovviamente. Questa non è fantasia, sta già succedendo.
Le azioni di Strategy sono salite del 1000% da gennaio 2024 ad oggi, Strike, lanciato a Febbraio, è ora già salito del 22% rispetto il prezzo di IPO.

Il Modello Sta Esportando anche in Asia.
In Giappone, Metaplanet ha copiato il playbook di Saylor, e funziona anche lì:
I rendimenti obbligazionari giapponesi sono bassissimi, loro invece offrono obbligazioni al 10%.
Hanno già accumulato 11.111 Bitcoin e il titolo azionario è cresciuto solo nell’ultimo anno del +1300% in JPY (470% in USD).

E se il modello funziona anche in altre situazioni geo-politiche, allora può funzionare a livello globale. Riesci a vedere quanta liquidità potrebbe arrivare su Bitcoin?
La Forbice tra Domanda e Offerta di Bitcoin Si Sta Stringendo
Il tempo stringe, i Bitcoin disponibili sono sempre meno e il tempismo in questi casi è fondamentale.
Ecco le statistiche:
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Totale Bitcoin: circa 21 milioni di pezzi.
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Già minati: 19,7 milioni.
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Di quelli già minati, circa 16-17 milioni sono realmente disponibili, il resto è perso per sempre in wallet irrecuperabili.
Attualmente le aziende pubbliche da sole possiedono già 725.000 BTC circa.
Inoltre la produzione annuale di Bitcoin (come abbiamo sottolineato più volte) è già inferiore alla domanda corporate che continua a crescere.
Quindi lasciamo da parte i grafici e concentriamoci piuttosto su di un concetto chiave: la fase di scarsità è già iniziata.
E quando questo modello di “Bitcoin a riserva” si diffonderà ulteriormente, il prezzo seguirà una sola direzione (e non serve che ti dica io quale).
Bitcoin sta diventando un asset “investment grade” e i colossi finanziari si stanno adoperando per emettere prestiti collateralizzati con BTC.
Questo è tutto quello che serve per far esplodere i modelli che abbiamo visto.
Le tessere si stanno posizionando una dopo l’altra al posto giusto, è solo questione di tempo.
Cosa Fare Ora? Tre Strategie Possibili
Ecco 3 possibili vie:
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Esporsi direttamente nelle Bitcoin Treasury Companies (MicroStrategy, Metaplanet…). Tieni presente che però queste hanno una massima leva su BTC ma anche il massimo rischio.
Per trovare ed analizzare queste aziende uso Investing PRO, che mi permette in una manciata di secondi, di avere tutti i dati che mi servono per comprendere la salute aziendale, i piani futuri, le notizie e come si posizionano rispetto i competitor.
Insomma tutto perfettamente organizzato e strutturato per essere semplice e comprensibile anche per i meno esperti. Se vuoi vedere come funziona, puoi trovare Investing PRO qui (costa meno di 0,3$ al giorno).
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Investire negli strumenti a rendimento come per esempio Strike, Strife, Stride, con l’obbiettivo di portarsi in tasca un reddito passivo (strategie simili sono attuabili anche su exchange cefi o defi).
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Comprare Bitcoin direttamente. Questa è ovviamente la mia via preferita, comprare l’asset finale, il vero valore sottostante.
E qui voglio fare un appunto che sarà poi tema di un altro articolo e video dedicato: queste nuove tipologie di aziende a riserva in Bitcoin, crescono più velocemente di Bitcoin stesso, e questo ci da la possibilità di usarle per accumulare ancora più Bitcoin.
Un tempo questo gioco lo si faceva con le Altcoin, comprandole basse in Bitcoin, e poi rivendendole quando performavano meglio di lui. Lo scopo era ovviamente accumulare ancora più BTC.
Oggi lo si può fare in sicurezza con aziende di Wall Street.
Non serve più correre dietro alle ultime Altcoin uscite.
Conclusioni
Stai assistendo al più grande cambiamento della finanza globale, la rotazione non è una teoria è un processo già in atto, e basta guardare ai numeri per capirlo.
Oggi Bitcoin è il 5 asset più capitalizzato al mondo. Ha già superato l’argento, Meta, Amazon e addirittura Google!

Il credito globale da $300.000 miliardi sta lentamente ma inesorabilmente ruotando verso un nuovo paradigma: strumenti finanziari garantiti da Bitcoin.
Questo tipo di cambiamenti che coinvolgono gli asset a disponibilità fissa/limitata, iniziano prima gradualmente e poi esplodono di colpo, generando uno shock dell’offerta.
Io te l’ho detto.
Se pensi ancora che Bitcoin sia solo un gioco da trader, stai sbagliando tutto. È un asset vero, una risorsa da capire e sfruttare, e spiego esattamente come farlo nel mio libro, che puoi trovare qui.
A questo punto la domanda è solo una:
Quando tutto questo accadrà, tu sarai dentro o fuori?









