L'America Sta per Fallire?

l'america sta per fallire

Ecco come il debito pubblico potrebbe far fallire gli USA

Nel 2008 il debito pubblico degli Stati Uniti era intorno ai 10 trilioni di dollari.

Oggi siamo a 36.22 trilioni. Più di tre volte tanto.

Ma questo è veramente un problema?

C’è il rischio concreto che l’America possa andare in bancarotta?

Spoiler: non è così semplice che gli USA falliscano, ma neanche così impossibile.

Facciamo dunque chiarezza analizzando un po’ di dati.

Negli ultimi anni, l’interesse che il governo americano paga sul debito è letteralmente esploso.

Nel 2020, gli USA pagavano circa 523 miliardi di dollari in interessi mentre ad oggi (maggio 2025), siamo già a 570 miliardi.

Se continua così, arriveremo a oltre 1.1 trilioni solo per gli interessi nel 2025, cioè più del doppio rispetto a 4 anni fa.

Ho scelto di analizzare a partire dal 2020 perché è proprio in quest’anno che qualcosa è cambiato nel sistema monetario, qualcosa si è rotto.

Questa data non a caso coincide anche con il boom di acquisti di oro da parte delle banche centrali (come mostrato in questo articolo).

E in effetti stringendo un po’ il grafico dell’interesse sul debito USA, notiamo qualcosa di incredibile e allo stesso tempo spaventoso.

Mentre prima del 2020 gli interessi sul debito crescevano linearmente, dal 2020 hanno iniziato una fase parabolica preoccupante e che bisogna tenere in considerazione.

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Come Funziona il Debito di uno Stato?

Prima di continuare però, facciamo un po’ di chiarezza sul come funzioni il debito di uno Stato.

Il governo, esattamente come un’azienda ha un bilancio composto di “entrate” e “uscite”.

Quindi incassa (tasse) e spende (difesa, sanità, infrastrutture).

Il problema attuale degli Stati Uniti (ma anche di tanti altri Stati) è che spendono più di quanto incassino.

Solo nei primi mesi del 2025 infatti a fronte di $3,11 trilioni di incassi, abbiamo circa $4,16 trilioni di spese.

C’è un divario ampio e in continua crescita, riempibile solo prendendo in prestito.

E come si prende in prestito? Con i bond, cioè emettendo Titoli di Stato.

Quando compri un bond, il governo dice:

Ti devo $X, te li ridarò tra 3 mesi/1 anno/10 anni, e intanto ti pago un interesse.

Il problema è che ogni volta che il governo ha un deficit, deve prendere un prestito.

Ormai gli Stati vivono dentro una spirale di debito in cui devono costantemente emettere nuovi bond (prendere nuovi prestiti) per ripagare il debito precedente.

Così facendo però si crea debito su debito.

Ogni anno si emettono nuovi prestiti e ogni anno il debito cresce enormemente.

Questo 2025 si è aperto con un deficit (quindi uscite maggiori delle entrate) molto più alto rispetto gli ultimi 5 anni (linea viola nel grafico qui sotto), quindi:

Maggiore deficit = Maggiori prestiti

Perché Ora il Debito è un Vero Problema

Fino a poco tempo fa, gli interessi erano bassissimi, ma ora il discorso è diverso.

Facciamo un esempio semplice e concreto.

Un mutuo da 1 milione con tasso all’1% costa $10.000 l’anno.

Ma se il tasso va al 5%, diventano $50.000.

Stessa cosa con il debito americano.

L’interesse medio nel 2020 era 1.77%. Oggi invece siamo sopra il 3.28%.

Quindi su 1 milione di dollari di debito, gli interessi annui sono passati da $17.720 (con tassi al 1,77%) a $32.820 (con tassi al 3,28%).

Ora moltiplica questa cifra per 36 trilioni di dollari di debito… ed è facile capire perché questa situazione rischia di esplodere.

 

Ma il Governo Non Può “Stampare Soldi”?

Può. Ed è questo il punto chiave.

Gli USA sono diversi da Grecia o Argentina.

Gli Stati Uniti emettono debito in dollari e contemporaneamente controllano la stampante che produce quei dollari.

Quindi no, non possono fare default nel senso classico del termine dicendo: “ragazzi, non abbiamo i soldi”.

Non possono farlo perché loro stampano quei soldi.

Perché allora non stampare?

Se stampi, crei inflazione, e se gli investitori temono che stamperai più soldi per pagare i debiti, ti chiederanno tassi più alti per comprare i tuoi bond.

Ed ecco quindi il paradosso, il cane che si morde la coda:

 

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Il Punto di Rottura: Quando Tutto Può Saltare

In tutto questo, gli occhi non possono che essere puntati sui cosiddetti “punti di rottura”, cioè quei punti in cui tutto il gioco potrebbe vacillare.

Gli economisti tengono d’occhio con particolare attenzione una metrica cruciale: gli interessi sul debito in % del PIL, cioè quanto in termini percentuali occupano gli interessi da pagare rispetto il PIL.

In particolare:

  • Sotto il 3%: è gestibile.

  • Tra il 4-5%: inizia a togliere spazio a spese vitali (sanità, difesa, infrastrutture).

  • Sopra il 6%: rischio concreto di crisi.

Nel 2024 gli USA hanno speso $1.2 trilioni in interessi, circa il 4% del PIL.

Quindi secondo gli analisti già l’anno scorso eravamo in zona di pericolo.

In paesi come Grecia e Argentina, il default è arrivato quando gli interessi hanno superato il 5-6% del PIL, cioè nel momento in cui gli investitori hanno perso fiducia, i tassi sono esplosi e il debito è diventato insostenibile.

Ma Gli USA Non Sono la Grecia

Come abbiamo detto, gli USA non sono la Grecia poiché:

  • Controllano una propria moneta.

  • Hanno la valuta di riserva globale.

  • Hanno la Federal Reserve che può ricomprare debito.

Questi 3 elementi giocano a favore degli USA, ma non li rendono sicuramente invincibili, poiché c’è un elemento cruciale che tiene in piedi tutto: la fiducia.

L’intero gioco è basato sulla fiducia, e se questa dovesse venire meno, allora anche gli USA potrebbero crollare.

Nel 2011 S&P ha tolto il rating AAA agli USA per uno stallo sul tetto del debito.

Nel 2023, Fitch li ha declassati di nuovo, citando disfunzioni politiche e debito crescente.

Se si continuasse di questo passo e si perdesse sempre più fiducia negli USA, allora la spirale di debito potrebbe diventare ancora più alta arrivando alla rottura del sottile rapporto che tiene in piedi il sistema.

Il Vero Rischio Non è il Default. È la Perdita di Fiducia

Un default improvviso è improbabile, ma una crisi lenta e silenziosa è assolutamente possibile.

Ogni anno più debito, ogni anno tassi più alti, ogni anno meno soldi per sanità, scuola e infrastrutture.

A un certo punto, gli investitori potrebbero iniziare a dire: “No grazie, io non credo più negli Stati Uniti”.

E allora il governo avrà tre opzioni:

  1. Alzare le tasse.

  2. Tagliare la spesa.

  3. Stampare soldi e inflazionare il debito.

Nessuna di queste opzioni è però politicamente indolore e tutte e tre anzi, hanno ripercussioni sociali molto pesanti.

Quindi è vero che gli USA probabilmente non falliranno (nel senso stretto del termine), ma potrebbero trovarsi in un’accelerazione drastica della trappola del debito, una spirale in cui l’unico modo per pagare i debiti è contrarne altri, a condizioni sempre peggiori, finché il gioco non si rompe.

E questo è già il presente, quello che sta succedendo oggi.

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Quindi cosa fare?

Lo studio è l’arma principale che abbiamo e con studio intendo comprendere le dinamiche economiche e come esse agiscono sulle persone.

Puoi dunque focalizzarti su 3 cose:

  • Comprendi il sistema del debito e come esso venga rifinanziato ogni tot. tempo

  • Proteggi i tuoi risparmi dall’inflazione posizionandoti su asset ad alto potenziale.

  • Diversifica: non mettere tutto in un’unica valuta, un unico paese, o un unico strumento.

Per affrontare questa grande trasformazione in atto con lucidità, io uso Investing PRO che mi dà accesso a dati macro, bilanci aziendali, analisi e alert sui rischi di mercato.

È uno strumento utilissimo, salva tempo ed economico (meno di €0,3 cent. al giorno), per chi vuole prendere decisioni basate sui numeri, piuttosto che sui “titoli di giornale”.

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Ricorda che i “dati” sono la chiave per sopravvivere e prosperare e in un contesto così incerto, essere informati non è un vantaggio: è una necessità.

Perché anche se il Titanic sembra ancora galleggiare, l’acqua ha già cominciato a entrare.

E quando arriverà il momento, la differenza la farà chi si è preparato per tempo e ha una scialuppa di salvataggio pronta.

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Riguardo all'autore

Stefano Demasi

Stefano Demasi è un punto di riferimento italiano nel mondo della finanza e degli investimenti.

Seguìto da una community in continua crescita di investitori e appassionati, Stefano ha trasformato la sua passione in un vero movimento di educazione finanziaria.

Attraverso contenuti chiari, aggiornati e pragmatici, ha aiutato centinaia di persone a comprendere come muoversi nel mondo di Bitcoin e negli investimenti, trasformando teorie complesse in azioni concrete e profittevoli.

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