Dopo un settembre chiuso con oltre il 5% di rendimento medio (come mostrato in questo articolo), anche ottobre si è confermato un mese positivo per il mio portafoglio speculativo, con un +4,41% di profitto incassato dalle posizioni vendute e ancora una media del 7,97% nelle posizioni ancora aperte.
Non un exploit come quello di agosto (trovi l’articolo a riguardo qui), ma un risultato coerente con la logica che mi guida da mesi: crescita stabile, rischio controllato e decisioni guidate dai dati.
E in un contesto di mercato ancora incerto, questo è già molto.
Ps. Puoi analizzare lo storico delle operazioni cliccando qui.
Il punto di partenza
La lezione più importante dell’ultimo trimestre è chiara:
Non è la singola operazione che fa la differenza, ma la logica che usi per costruire il tuo portafoglio.
Per chi fosse nuovo, ogni mese documento l’andamento del mio portafoglio italiano costruito partendo dai suggerimenti dell’AI di Investing PRO, che attraverso le ProPicks screma per me i titoli con il miglior profilo rischio/rendimento.
Io poi filtro manualmente, analizzo i fondamentali e prendo posizione solo dove vedo una convergenza reale tra momentum e valore.
Con questo metodo passo circa un’ora al mese ad analizzare e ribilanciare il portafoglio, ma con una logica chiara:
-
evitare scelte impulsive
-
sfruttare la volatilità
-
e mantenere sempre una struttura a “squadra”
Le nuove mosse di ottobre
Veniamo quindi al punto focale, le operazioni di Ottobre.
Questo mese ho inserito tre nuovi titoli nel portafoglio: Prysmian, ERG e Moncler.
Quest’ultima però, è stata venduta quasi subito in perdita del 4,6%, non per motivi finanziari, ma etici.
Dopo aver appreso infatti delle accuse di maltrattamento sugli animali nella catena produttiva, ho deciso di uscire dalla posizione.
Ad ogni modo, a scopo didattico, riporto comunque che i fondamenti erano interessanti e il titolo a chiusura mese sarebbe stato in profitto dell’1% rispetto il mio prezzo medio di acquisto.
Ma non mi interessa soltanto guadagnare, voglio che il mio capitale si muova coerentemente con i miei valori.
Vediamo quindi come sono andati i nuovi ingressi e, più in generale, l’andamento dell’intero portafoglio italiano.
Puoi iscriverti gratis alla mia newsletter per riceverla direttamente nella tua email!👇🏼
Le performance di ottobre
Ecco la fotografia aggiornata del portafoglio:
-
Poste Italiane+16,16%
-
Unipol Assicurazioni+11,51%
-
Hera+7,00%
-
Banco BPM+10,12% (venduta)
-
Interpump Group+11,45% (venduta)
-
Pirelli+5,23%
-
ERG+2,22%
-
Prysmian Group +0,68% (venduta)
-
Saipem-2,24%
Rendimento medio ponderato del portafoglio (comprese posizioni vendute): +5,75%
Non un mese euforico, ma nel complesso ancora verde, con titoli solidi come Poste Italiane e Unipol che continuano a trainare i risultati.
Analizziamo ora i titoli principali e soprattutto il perché li ho selezionati.
Poste Italiane – La stabilità che paga
Poste è stata aggiunta a luglio seguendo il suggerimento delle Pro Picks e continua a essere per ora il pilastro del portafoglio.
Con un +16,16% complessivo, resta una delle migliori scommesse fatte quest’ultimo trimestre.

Attualmente presenta dei dati ancora interessanti, nonostante il suo apprezzamento:
-
Rapporto P/E: 12,68
-
Rapporto P/B: 2,27
-
Dividendi: 5,16%
L’aumento dei ricavi nella divisione finanziaria e la spinta del business assicurativo la rendono una blue chip perfetta per fasi di mercato incerte.
È il classico titolo che non brilla in un giorno, ma costruisce valore nel tempo.
Unipol Assicurazioni – Solido come una banca, profittevole come un fondo
Anche Unipol si conferma una mossa azzeccata, con un +11,51% da inizio posizione, è uno di quei titoli che dimostrano come la noia in borsa, spesso paga.

Attualmente presenta dei dati ancora interessanti, nonostante il suo apprezzamento:
-
Rapporto P/E: 11,83
-
Rapporto P/B: 1,47
-
Dividendi: 4,43%
Fondamentali forti, gestione prudente e crescita continua dei dividendi: una certezza del mercato italiano.
Hera – La forza tranquilla
Le utilities non sono mai spettacolari, ma Hera si comporta esattamente come previsto: costante, solida, resiliente.

Acquista a settembre seguendo il suggerimento delle Pro Picks di Investing, ecco i dati attuali:
-
Rapporto P/E: 11,37
-
Rapporto P/B: 1,53
-
Dividendi: 3,78%
Il suo +7,00% la rende un ottimo stabilizzatore del portafoglio, capace di bilanciare la volatilità dei titoli più aggressivi.
Puoi iscriverti gratis alla mia newsletter per riceverla direttamente nella tua email!👇🏼
Banco BPM – La scommessa bancaria
Dopo mesi di ottime performance, BPM mantiene nel portafoglio un +10,12% complessivo al momento della vendita.

Aggiunta anche questa a settembre seguendo le Pro Picks, ecco i dati attuali:
-
Rapporto P/E: 11,37
-
Rapporto P/B: 1,53
-
Dividendi: 3,78%
Non ha accelerato ulteriormente (e anzi, ha scaricato un po’ rispetto lo scorso mese). Ho pensato di venderla per ruotare il capitale altrove (non è stato dato segnale di vendita dalle Pro Picks di Investing) .
Rimane una posizione value, sostenuta da fondamentali in crescita e ottimi margini.
Interpump Group – L’industriale che sale in silenzio
Interpump è la sorpresa del mese. Dopo essere stata a lungo in perdita, questo mese ci regala un +11,45%, confermandosi una scelta strategica interessante per il comparto manifatturiero italiano.

Ecco i dati attuali:
-
Rapporto P/E: 21,34
-
Rapporto P/B: 2,27
-
Dividendi: 0,77%
Nonostante la ciclicità del settore, la sua efficienza operativa continua ad essere un segnale positivo, motivo per cui l’ho aggiunta in portafoglio seguendo i suggerimenti di Investing PRO.
L’ho venduta incassando un profitto netto dell’11,45%. Anche questa è stata una mia scelta operativa per ruotare capitali altrove, non è quindi arrivato alcun segnale da parte di Investing.
Pirelli – Il brand che non molla mai
Pirelli non è mai troppo esplosiva, ma fa quello che deve: proteggere e garantire rendimento.

Dopo l’aggiunta a settembre, il titolo si trova attualmente al +5,23%, con un modello di business che continua a reggere bene anche in un mercato automobilistico in trasformazione.
Ecco le statistiche attuali:
-
Rapporto P/E: 12,23
-
Rapporto P/B: 1,10
-
Dividendi: 4,10%
ERG – L’energia pulita
ERG è uno dei nuovi ingressi di ottobre e, pur partendo piano, si trova già a +2,22%.
Non male per un titolo inserito da poche settimane.

La logica dietro l’ingresso è chiara: transizione energetica, bilanci puliti, crescita costante dei dividendi.
Ecco dunque perché ho scelto di seguire il suggerimento delle Pro Picks e inserire ERG in portafoglio:
-
Rapporto P/E: 24,13
-
Rapporto P/B: 1,62
-
Dividendi: 4,43%
Mi aspetto ora una fase di consolidazione, ma non escludo ulteriori rialzi.
Prysmian – Una pausa tecnica
Altro nuovo ingresso di ottobre, Prysmian, ha fatto una corsa straordinaria da inizio anno e dopo averla già avuta in passato in portafoglio e averla ruotata in altri titoli, ho fatto un “mordi e fuggi”.
Questo è infatti il primo titolo venduto di novembre, con un profitto del 0,68%.

In questa fase di presa di fiato e seguendo i suggerimenti delle Pro Picks di Investing PRO, ho provato a piazzare una scommessa ben pesata e ragionata sui fondamentali che rimangono comunque forti, nonostante l’incredibile escalation di prezzo.
La mia view resta positiva in quanto l’azienda è leader globale nei cavi per infrastrutture energetiche, con margini in crescita e una pipeline di ordini record.
Ma perché ho quindi pensato di chiudere la posizione?
Ho pensato di ruotarla a causa della sua valutazione relativa che è diventata parecchio elevata: negli ultimi 6 mesi ha avuto un apprezzamento dell’87,48%, con un ulteriore +6% in ottobre.
Certo, nell’ultimo anno è complessivamente in positivo del 37%, ma vista l’accelerata importante che ha avuto, preferisco uscire e attendere magari uno storno del prezzo.
Ecco i dati attuali:
-
Rapporto P/E: 33,58
-
Rapporto P/B: 4,66
-
Dividendi: 0,91%
Con dividendi relativamente bassi rispetto agli altri titoli in portafoglio e di conseguenza un rapporto P/E abbastanza esteso, preferisco ruotare i capitali verso altri asset e attendere una correzione.
Puoi iscriverti gratis alla mia newsletter per riceverla direttamente nella tua email!👇🏼
Saipem – Ancora in assestamento
Saipem chiude ottobre con un -2,24% nel mio portafoglio, segno di un consolidamento fisiologico dopo mesi di rialzi.

Saipem è un titoli che mi sta dando da pensare.
Acquistato a Settembre seguendo le Pro Picks di Investing, oggi il titolo è stato rimosso dal portafoglio automatico delle Pro Picks appunto, ma per una rotazione di capitali, non come segnale di vendita.
Ciò significa che i fondamentali sono ancora validi e per questo non l’ho ancora venduto (rischiando ulteriori ribassi).
Perché sono combattuto allora?
Vediamo i dati:
-
Rapporto P/E: 13,62
-
Rapporto P/B: 1,71
-
Dividendi: 7,46%
Come puoi vedere i dati non sono così catastrofici, anzi, sono perfettamente in linea con le altre posizioni che ho ancora in portafoglio.
Questo è probabilmente il motivo per cui le Pro Picks, hanno rimosso il titolo specificando che l’hanno fatto solo per ruotare il capitale su altri asset più convenienti, non quindi una vendita secca come per Prysmian.
Riporto testualmente quanto scritto in giustificazione alla vendita dalle Pro Picks: “Questa modifica riflette una rotazione del portafoglio, non un segnale di vendita”.
Ecco quindi cosa mi preoccupa ma al contempo mi fa restare dentro:
-
Incertezza attorno all’effettiva fusione con Subsea7 (che porterebbe sicuramente ad un incremento di entrate e di prezzo) a seguito delle principali compagnie petrolifere che hanno presentato petizioni all’autorità antitrust brasiliana per bloccare l’accordo
-
D’altra parte abbiamo sviluppi positivi che includono un nuovo contratto da 1,5 miliardi di dollari per il giacimento di gas Sakarya e una forte crescita dell’EBITDA (44%), insieme a un attraente rendimento da dividendo del 7,5%
-
Il titolo è ancora fortemente in negativo (oltre -80% dai suoi massimi), dando buone prospettive per ulteriori rialzi.
Resto quindi per ora dentro in attesa di sviluppi sull’accordo con Subsea7 e quindi con una logica di medio periodo, piuttosto che di speculazione di breve termine.
Le vendite del mese: il caso Moncler
Ad ottobre quindi ho venduto Prysmian con un profitto dello 0,68%, Moncler in perdita del 4,6%, Banco BPM con un profitto del 10,12% e Interpump Group con il +11,45%.
Come ho anticipato ho chiuso Moncler non per motivi economici, ma etici, legati allo scandalo del maltrattamento degli animali all’interno della supply chain.
Il titolo infatti sarebbe ad oggi in profitto dell’1%, confermandoci obiettivamente l’ottima qualità dei segnali delle Pro Picks di Investing PRO.
È una decisione che non cambia molto il bilancio economico che rimane fortemente supportato dai ritorni positivi degli altri titoli, ma che cambia sicuramente il significato che io attribuisco al mio portafoglio.
Investire infatti per me non significa solo far crescere il capitale, ma anche scegliere dove farlo crescere.
Il bilancio complessivo
-
Rendimento medio del portafoglio ad ottobre: +5,75%
-
Rendimento medio effettivo delle posizioni vendute: +4,41%
-
Best performer: Poste Italiane (+16,16%)
-
Worst performer: Moncler (-4,6%)
-
Titoli aggiunti ad ottobre: Prysmian, ERG, Moncler
-
Titoli venduti ad inizio novembre: Prysmian, Moncler, Banco BPM e Interpump Group.
Il portafoglio oggi è più maturo, più coerente e più bilanciato tra crescita e stabilità.
Cosa mi porto a casa da ottobre
-
Etica e rendimento possono convivere.
La vendita di Moncler è stata una scelta di coerenza verso i miei valori, non di performance, quindi sono contento nonostante la performance negativa. Per me lavorare con etica e professionalità, è la cosa più importante e di valore in assoluto, al punto di incassare perdite pur di rispettare i miei valori. -
I fondamentali battono la paura.
Poste, Unipol e Hera dimostrano che puntare su aziende solide ripaga anche nei mesi di incertezza. -
Diversificare resta la chiave (purché fatto con intelligenza).
Il mix di finanza, industria, energia e utility ha permesso di bilanciare i risultati senza grossi shock. -
L’AI di Investing PRO si conferma utile.
Le Pro Picks mi hanno aiutato ancora una volta a individuare velocemente i titoli più interessanti e ad evitare quelli con debolezza strutturale, risparmiandomi il tempo della scrematura (la fase per me più lunga quando investo).
Conclusione: costruire, non inseguire
Ogni mese che passa in questa avventura che ho deciso di documentare pubblicamente nel bene e nel male, mi rendo sempre più conto che il vero vantaggio competitivo non è “indovinare il titolo giusto”, ma seguire un sistema.
Ottobre è stato un mese di consolidamento senza grossi exploit ma con un portafoglio che gradualmente continua a crescere.
Le scelte sono coerenti, la tecnologia mi sta supportando bene e la direzione è chiara.
Come dico sempre, non serve prevedere il futuro, ma serve avere una logica che ci permetta di reagire al presente.
E io continuerò a farlo, mese dopo mese.








